Francia-Alsazia – La frontiera scomparsa

I confini non sono mai per sempre. Ciò che per definizione può essere limite invalicabile cambia, si muove. Segue popoli, idee e  modi di vivere. Le zone di frontiera, le terre di mezzo sono luoghi speciali, perché abituati al cambiamento, alla trasformazione. Si adeguano, come camaleonti si adattano. Sono terre di conquista, di scontro, di incontro. Miscellanee uniche.

La regione dell’Alsazia oggi è francese ma in appena 70 anni ha visto i propri confini spostarsi a est in Germania per poi tornare ad essere francese e poi ancora tedesca. Francia, Germania e poi ancora Francia.

I confini si muovono ma ciò che c’era prima non scompare. Si limita a trovare una nuova forma. Fa strato, sedimenta. Le tracce di quanto accaduto restano. Vecchie fortezze, passaggi segreti, trincee, tristi ed ordinati cimiteri. Non ci andremo.

Il viaggio in Alsazia sarà alla scoperta dell’incontro. Mi piace pensare l’incontro fra due culture che oggi sono parte di una realtà più grande, e ancora in via di definizione, che è anche la nostra, quella europea. Strasburgo, città d’Alsazia, è sede di Parlamento europeo. A tre km dal centro c’è il Pont de l’Europe, che collega la sponda francese e quella tedesca del Reno. Da Strasburgo si arriva con una rapida corsa in auto a Parigi, Bruxelles, l’Aia, e misurando i chilometri, Praga e Monaco sono più vicine di Brest o Tolosa.

I francesi hanno per animale simbolo il gallo, i tedeschi l’aquila. Gli alsaziani preferiscono la cicogna, simbolo dell’amore materno e filiale. Così, negli anni ’70, sono stati istituiti parchi per favorirne la reintroduzione. La cicogna è ritornata in Alsazia. Fa col becco un suono strano che impari a riconoscere lungo tutto il percorso che faremo insieme, da Colmar a Strasburgo. E proprio a Hunawhir c’è un centro di riproduzione aperto al pubblico, un parco stupendo dove centinaia di esemplari di cicogne, grandi, eleganti, altere, vivono liberi e si riproducono. Vuoi chiedere a una cicogna di non oltrepassare un confine?

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