Cambio vita, si può fare. Col cuore in Africa e una reflex al collo

Larsbreen Glacier. Norvegia Svalbard Island - Longyearbyen
Larsbreen Glacier. Norvegia Svalbard Island – Longyearbyen
La Rupe dei Re.Tanzania, Serengeti National Park
La Rupe dei Re.Tanzania, Serengeti National Park

Quante volte ci siamo detti “mollo tutto”? Quante volte abbiamo pensato “cambio vita, vado a vivere all’altro lato del mondo”?

Questa è la storia di Francesca Bullet, una che non è andata a vivere all’altro capo del mondo, piuttosto una tipa ben radicata nella sua città, Velletri, e ai suoi amori, le due figlie e un compagno.

Donna, artista, giramondo. Ci siamo conosciute per caso, sui social, forse percependo l’una dell’altra affinità e una grande passione in comune: il desiderio di andare, scoprire, sentire.

Francesca viaggia da una vita –  l’elenco dei luoghi visitati è imbarazzante – e lo fa coltivando l’amore per la fotografia. Quello che inizialmente è un hobby si trasforma in arte. Francesca continua a specializzarsi e a studiare, raggiungendo professionalità e preparazione. Lo fa vivendo una vita normale, un lavoro in banca, più di trent’anni spesi nel settore della formazione del personale e del marketing. E lo fa alternando lunghe ore alla scrivania e viaggi indimenticabili accanto alle persone che ama e con una reflex al collo.

Francesca quando hai capito che era arrivato il momento di dare una direzione diversa alla tua vita? In che modo hai maturato la scelta di lasciare il tuo lavoro e dedicarti alla tua passione?

Forse l’ho sempre sentito dentro di me, ma poi i fatti della vita, quelli che ti cambiano le priorità, hanno accelerato questa decisione. Ho viaggiato tanto per migliorare me stessa, cercando di crescere confrontandomi con tutto ciò che era diverso da me, assetata di conoscenza e malata di fotografia; quando la situazione lavorativa in banca era diventata una prigione, ho deciso di riprendere in mano il mio futuro e quello che avevo nel mio zaino personale, è diventato quello su cui investire.  Sto mettendo a frutto tutte le cose buone che ho accumulato in 32 anni di lavoro nel marketing, nella formazione, l’esperienza nel settore commerciale e ovviamente tutto ciò che riguarda la fotografica e ho cominciato un nuovo percorso di vita, tutto qui.

African sky. Namibia, Naukluft National Park
African sky. Namibia, Naukluft National Park

Oggi Francesca accompagna viaggi che sono anche corsi di fotografia sul campo. Chi partecipa ai suoi tour, sa di poter contare su un’organizzazione con tre specialisti: un tour operator locale per tutto ciò che riguarda la logistica e i trasferimenti, su una guida professionale, in grado di far conoscere ed amare il Paese e su una fotografa professionista che aiuta il viaggiatore a trasformare emozioni in splendide immagini. Inoltre, i suoi scatti diventano mostre, le immagini da lei firmate vengono selezionate e premiate.

E’ trascorso un anno da quando ti sei lanciata e mi chiedo: non hai avuto paura? Paura di fare una stupidaggine, di non poter tornare indietro? Quanto conta il parere degli altri?

Certo che ho avuto paura e ne ho ancora. Passare da un lavoro che ogni mese ti garantisce una bella scrivania e uno stipendio sicuro ad uno che non ti garantisce nulla, con due figlie a casa… tanti dubbi, tante incertezze. Poi ho guardato dentro di me, ho pensato che tornare a casa la sera, amareggiata e delusa della giornata non mi avrebbe certamente fatto essere un esempio per le mie ragazze. Oggi ti confesso ho solo un rimpianto, non averlo fatto prima. Ho 51 anni ma l’energia e la voglia di fare sono quelle di una ventenne. Il parere degli altri mi chiedi? Conta anche quello, quando è costruttivo e intelligente, quando arricchisce la mente e porta al ragionamento.

 

Francesca è una che non dice tanto di sé. Sui social della sua vita privata c’è poco ed è una cosa che apprezzo molto. Lei racconta “con la luce”: le sue foto parlano di lei, di cosa cerca, cosa vuole. Un’attenzione evidente per chi le sta di fronte di cui riesce a catturare animo e umore, il bisogno di abbracciare spazi sconfinati, la natura selvaggia del Grande Nord, deserti e parchi africani. Ho quindi quasi paura a chiederle dei suoi affetti più intimi…

Mi hai parlato di due figlie che adori…come hanno reagito alla tua scelta?

Le figlie hanno condiviso con me le scelte fatte, sono grandi, hanno 16 e 18 anni e sono più viaggiatrici di me. Alice è una linguista e ha già passato un anno all’estero per imparare l’inglese e Chiara è un’artista, frequenta il terzo anno del liceo artistico con ottimo profitto. Il mio compagno di vita poi è stato il mio primo fan, è stato lui che mi ha aiutata a guardarmi dentro, ha liberato il mio spirito wild e questo ci ha uniti ancora di più.

E visto che ci siamo, hai voglia di dirci cosa significa rinunciare ad un’entrata fissa per una che non lo è?

Significa imparare a non dare nulla per scontato, con la consapevolezza che le delusioni fanno parte del gioco. Significa dover dimostrare tutti i giorni della tua vita cosa sai fare. Significa non fermarsi mai. Significa anche rinunciare a quello che è frivolo, che un tempo ti concedevi e che ora è superfluo. Significa voler fare questo lavoro con tutta la tua volontà ed il tuo impegno, nutrendo la passione per la fotografia e i viaggi ogni giorno e ad ogni incontro con persone nuove. E’ una bella sfida, ma le sfide mi piacciono così come la vita che ho scelto.  

Trapper's Station. Norvegia Svalbard Island - Longyearbyen
Trapper’s Station. Norvegia Svalbard Island – Longyearbyen

Tra gli scatti che trovo più emozionanti ci sono quelli alle donne Himba. Narrazione dei costumi, dettagli puntuali di storia e tradizione ma soprattutto il ritratto di donne come me e te. Quanto e in cosa è diverso se a voler fare questo tipo di lavoro e questo tipo di vita è una donna?

Secondo me è un vantaggio sai… l’Africa è un Paese dove la sensibilità femminile si esalta. Mi parlavi delle donne Himba ad esempio, nei villaggi, quando si entra nel recinto (così si chiama la zona in cui sono costruite le loro dimore) si incontrano soprattutto donne e bambini, perché gli uomini durante il giorno sono al pascolo con le greggi. Generalmente si crea un immediato sodalizio tra noi, anche perché devi sapere che gli Himba hanno una gerarchia matriarcale e le donne hanno in mano le principali decisioni sulla vita del villaggio. Sono sempre accolta con delicatezza e spesso mi ritrovo in un abbraccio collettivo, che rigenera l’anima e con i vestiti che intrisi di grasso e ocra sono praticamente da buttare.

Himba - Namibia - Kaokaland
Himba – Namibia – Kaokaland

Mi hai parlato dei tuoi viaggi in Sud Africa, Kenya, Botswana, Zambia, Madagascar, Tanzania, Namibia. Ci regali un momento della tua Africa? Stavolta a parole!

I momenti speciali sono difficili da raccontare, anche perché toccano la sensibilità individuale ma ci proverò. Ti voglio parlare di cosa provo ogni volta che cammino sulle creste del Namib Desert. Devi sapere che il Namib è il deserto più antico del mondo, arrugginito come lo definisco io, che sa cantare. Hai capito bene, il Namib Desert è un deserto che canta. Ogni volta che il piede affonda nella sabbia rossa, i piccoli sassolini che la compongono stridono tra loro e producono un suono che ricorda quello di un oboe…hai presente lo strumento musicale? Ecco, per me camminare sulla cresta delle dune, guardando l’immensità di questo paesaggio surreale e ascoltare il canto del deserto è un’emozione indescrivibile.

Big Dady. Namibia - Namib Desert
Big Dady. Namibia – Namib Desert

Dai deserti infuocati ai ghiacci perenni. Islanda, Norvegia, le Svalbard e le Lofoten. Come si affronta un viaggio in luoghi così estremi?

Non è poi così difficile, basta un minimo di preparazione nell’abbigliamento che certamente dovrà essere adeguato alle temperature e un minimo di studio sulle cose fondamentali da visitare e sui comportamenti da tenere, prima di partire. Quest’ultimo consiglio vale per tutti i posti del mondo e aiuta i viaggiatori a non trovarsi impreparati sia nei comportamenti sia nella scelta dei luoghi da prediligere nelle visite.

Altro discorso dobbiamo affrontarlo per quanto riguarda la preparazione fotografica. Quale attrezzatura portare e quali obiettivi mettere in valigia, condizioneranno molto i nostri reportage fotografici, che rappresenteranno un indelebile ricordo dei nostri momenti più belli di viaggio. Proprio con questa consapevolezza, tutta l’assistenza ai miei viaggiatori, comincia molto prima di partire, attraverso piccoli consigli pratici su cosa mettere in valigia e su come preparare lo zaino fotografico; dall’abbigliamento all’attrezzatura da portare, da qualche piccolo cenno sui luoghi che visiteranno agli usi e costumi dei popoli che incontreranno.

Solo piccoli gruppi e i migliori tour operator locali. Ci dici come avere più dettagli  sui tuoi tour? Quali sono i prossimi appuntamenti in calendario?

Viaggiare in pochi aiuta a godersi il viaggio, è una filosofia fondamentale per me. Le persone spendono i loro risparmi ed è giusto che abbiano un viaggio straordinario, che porteranno nei loro cuori per sempre. I Tour Operator con cui collaboro sono tutti locali e sono ritenuti degli specialisti del Paese visitato. Ho scelto di collaborare con loro (e per mia fortuna mi hanno dato fiducia) avendoli prima sperimentati come turista, quindi so come lavorano e quanto siano bravi nel loro mestiere. I miei tour sono disponibili sul mio sito www.viaggiareconlafotografia.com, sul mio profilo Facebook o sull’accout Twitter “PhotoViaggi con Francesca Bullet”. In calendario ci sono dei viaggi fotografici bellissimi:  dal 21 al 28 giugno andremo in Tanzania per vedere la grande migrazione degli gnu e delle zebre nel Serengeti. A seguire tanta Namibia per due tour, dal 21 luglio all’1 agosto  e dal 3 al 14 agosto. A settembre due tour, il primo toccherà 3 stati Zimbabwe, Botswana e Namibia e si svolgerà tutto sui grandi fiumi, dallo Zambesi con le Cascate Vittoria, al Chobe, al delta dell’Okavango. A seguire nella seconda parte di settembre Namibia del Sud e Sudafrica per vedere la grande fioritura del deserto, che solo in questo periodo regala scenari tanto unici quanto fugaci. Ad ottobre stiamo organizzando per andare a fotografare l’aurora in Lapponia. Vedremo cos’altro mettere in agenda, le idee sono tante, bisogna riuscire a rendere reali i sogni.

 

 Francesca, in questi giorni si parla tanto di ambiente. Greta, una giovane donna di appena 16 anni è riuscita con i suoi Fridays for future a accendere i riflettori su come stiamo distruggendo il pianeta e su quanto sia importante fare qualcosa. Le tue foto sono un inno alla natura, ancora incontaminata e autentica. Cosa ne pensi ?

La coscienza ambientale è sempre più al centro dei dibattiti e nella sensibilità, dei giovani soprattutto per fortuna, i quali stanno iniziando un percorso di avvicinamento alla natura, stanno cominciando a capire che molti comportamenti vanno corretti. Bisognerebbe che ognuno facesse qualche immediato passo verso l’ambiente nel quotidiano. Non è più tollerabile produrre smisurate quantità di plastica, così come non è più tollerabile consentire il commercio dell’avorio e delle pellicce. I social aiutano in questo, tutti possiamo vedere quanti danni vengono prodotti dall’uomo sulla natura. Così come dice Greta, i “grandi uomini” della terra debbono tutelare gli interessi del pianeta, questa deve essere una delle loro principali missioni. Io mi impegno a raccontare quanto meravigliosa e fragile sia la natura, sperando di suscitare un sentimento positivo, che tocchi la sensibilità delle persone, che faccia venir voglia di vedere, con i propri occhi, quanto meraviglioso sia questo nostro Pianeta.   

Ad un anno dal tuo “cambio vita”, riflessioni maturate? Cosa consiglieresti a chi come te desidera realizzare un progetto simile?

Ad un anno dal cambiamento ho rafforzato delle convinzioni Benedetta, sono sempre più convinta che bisogna essere sempre se stessi e che bisogna studiare tanto per migliorarsi.

Alla base di tutto ci devono essere competenze e capacità relazionali. Il mio bagaglio di esperienze passate è stato un trampolino necessario per avviare questa attività, che per quanto appaia “raggiungibile” richiede grandissimo impegno e dedizione, nonché tanta passione e pazienza.

Direi a chi volesse iniziare un progetto simile di avere coraggio, di metterci la faccia e di divertirsi perché quello che trasmetterete agli altri è quello che provate dentro di voi.

Buona luce a tutti!

 

—Tutte le foto sono state gentilmente concesse da Francesca Bullet e sono soggette a copyright.

11 commenti su “Cambio vita, si può fare. Col cuore in Africa e una reflex al collo

  1. Bellissima intervista ad un’anima che sa volare che sa cosa vuole dalla vita cosa ricerca nel profondo che ama il dettaglio ed è sempre il dettaglio che poi fa la differenza determinata e dinamica una persona davvero Bella dentro che sa trasmettere emozioni vere , pure , una ricchezza per chi la segue e le vive accanto !

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  2. In questa straordinaria intervista che è una chiacchierata tra due donne appassionate e appassionanti ho ritrovato anche molto di me stessa. Ma soprattutto il vostro dialogo mi ha fatto riflettere: non bisogna pensare che non è il tempo, che non è mai troppo presto o troppo tardi (ho 51 anni anch’io) e che niente deve condizionarti quando vuoi vivere la tua vita appieno e fino in fondo. Grazie Francesca e Benedetta.

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  3. Framcesca Ti ho conosciuta in un viaggio organizzato in America e ho visto la sessione che hai della fotografia e la fame di conoscere le varie realtà dei posti in cui vai…una sensibilità particolare…sei una grande persona e soprattutto molto coraggiosa e spero vivamente prima o poi di poter partecipare ad uno dei tuoi viaggi…per me è un privilegio averti conosciuto…sei un esempio per molte persone…un abbraccio

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