Lanzarote, Teguise. Una principessa le ha dato il nome

Porta il nome di una principessa majo, Teguise, proprio quella che, figlia del re locale Guadarfia, andò in sposa a Maciot, il nipote del capitano normanno Jean de Béthencourt, che nel 1402 sbarcò sulla costa nord in nome e per conto di Enrico III di Castiglia.

Il suo matrimonio sancì di fatto la conquista spagnola di Lanzarote, la prima delle Canarie a diventare dominio di Spagna.

La Real Villa de San Miguel Arcangel de Teguise, prima città coloniale e capoluogo di Lanzarote sino al 1852, nata per volere di Maciot sulle rovine di un insediamento majo, conserva intatto il fascino di quell’epoca  e offre l’occasione  per scoprire la dimensione più segreta e affascinante dell’isola, quella storica. 

Un Diablete come guida tra stretti vicoli e bianchi palazzi nobiliari

Teguise la scopriamo seguendo un tintinnio particolare, quello del <garabato>, il bastone dei  <diabletes>, figure tradizionali oggi per lo più legate al Carnevale, maschere dal volto di bue con corna di capra che inseguono chiunque osi condividere la loro strada, turisti compresi.

Se siete fortunati ne incontrerete in carne e <corna>, se non lo siete raggiungete piazza San Francisco, davanti il convento francescano de la Madre de Dios de Miraflores: ci troverete il diablete dello scultore Rigoberto Camacho che risale a pochi anni fa ma ha radici antichissime.

Teguise. I vicoli silenziosi, le piazze placide, i palazzi nobiliari con gli alti portali in legno
Teguise. I vicoli silenziosi, le piazze placide, i palazzi nobiliari con gli alti portali in legno

Il <diablete> è infatti simbolo dell’incontro tra i nativi Majos, i conquistadores spagnoli e primi schiavi neri e la loro danza il risultato tra riti aborigeni e celebrazioni in onore del Corpus Christi.

Immaginiamo di seguirne i passi lungo i vicoli silenziosi, le piazze placide, i palazzi nobiliari con gli alti portali in legno abitati nei secoli dalle famiglie più influenti, come gli Herrera o i Feo Peraza.

Ci chiedono di seguirli nel Callejon de la Sangre, il <vicolo del sangue>, bagnato del sangue di quanti furono uccisi durante una delle incursioni dei pirati saraceni nel Cinquecento. Di quella e di altre pagine di storia di Teguise ce ne parla Leonardo Torriani, ingegnere e geografo italiano che nel Cinquecento raccolse e tramandò le tradizioni dei Guanches, i primi abitanti delle isole Canarie.

La vedete Plaza de la Costitución con l’antico granaio La Cilla e Palacio de Spínola costruito tra il 1730 e il 1780? Al centro della piazza i due leoni in pietra fanno la guardia alla splendida Chiesa de Nuestra Señora de Guadalupe, dedicata alla Madonna di Guadalupe, venerata in Spagna e nel Sud America.

All’interno del Palacio de Spínola, con i suoi cortili, la cappella privata e la cucina originale, c’è il Museo del Timple, lo strumento musicale a corda arrivato a Lanzarote con gli schiavi africani. Ci vollero 50 anni per costruirlo e ci si riuscì nonostante le eruzioni che dal 1730 e per sei anni sconvolsero l’isola. Ci visse la potente famiglia dei Feo Peraza a cui nel 1895 subentrarono i Spínola.

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Non è distante Palacio Ico, costruito intorno al 1690 e residenza nel diciottesimo secolo di Don Agustín de Cabrera y Behencourt Dumpiérrez e della moglie Doña Magdalena e Cabrera y de Cabrera. Quartier generale della Guardia Civile di Teguise, oggi boutique hotel e custode di quello che fu un buen ritiro dell’artista Heidi Bucher Muller, le cui opere sono esposte al Centro Pompidou, al MoMA, al Metropolitan.

Risale al diciottesimo secolo Casa Jiménez, oggi centro culturale; bisogna invece spostarsi nel Novecento per vedere la nascita degli eucalipti che rendono unica la Calle de los Arboles. Piantati nel 1928 da Don Ramirez Gonzales fanno da sfondo a eventi e manifestazioni.

Infine la Gran Mareta, la cisterna utilizzata per raccogliere l’acqua piovana fino a quando, negli anni Settanta, non furono introdotti sull’isola impianti di dissalazione. La cisterna fu riempita di terra e ricoperta di cemento. Oggi ne ha preso il posto l’ampia piazza che brulica di venditori e viaggiatori ogni domenica in occasione del mercato settimanale.

Di cisterna in cisterna. <Aljibes> trasformate in camere di charme. Il b&b La Mimosa a Teguise

Una tipica struttura canaria trasformata in un b&b di charme circondato dal paesaggio rurale dell’isola e a pochi passi dal centro pedonale di Teguise. Poche camere che si affacciano su un ampio patio, un’area comune dove fare colazione e merenda e un giardino di piante grasse. É il b&b La Mimosa.

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Toni morbidi ed eleganti anche per El Aljibe, una suite indipendente con accesso privato e terrazza ricavata all’interno di un’antica cisterna dove ho avuto il privilegio di soggiornare. Ispirata al modello arabo, luogo imprescindibile di ogni casa nella tradizionale architettura delle Canarie, l’antica cisterna di questa deliziosa casa rurale è oggi un nido luminoso e accogliente.

L’Aloe Vera. Il segreto di bellezza della regina di Saba

Sapevate che la leggendaria bellezza della Regina di Saba era attribuita all’alimentazione a base di datteri, all’uso della mirra e ai trattamenti a base di aloe?

Bene, per quest’ultimi, potete fare un salto al museo dedicato a questa pianta leggendaria nel centro storico di Teguise.

In realtà di musei dedicati all’aloe sull’isola ce ne sono diversi e sono tutti incentrati sulle proprietà benefiche della pianta che cresce abbondante a Lanzarote, l’Aloe Barbadensis o Aloe Vera, la varietà a quanto pare prodigiosa per l’idratazione e la cura della pelle. Detergente naturale, ha proprietà nutrienti e battericide, elimina le cellule morte stimolandone la rigenerazione. Tutto vero? Sembrerebbe di sì ma, ad ogni modo, con il succo estratto dalle carnose foglie, nel museo di Teguise troverete ogni tipo di prodotto, dal dentifricio alle maschere per il viso, a cui è davvero difficile resistere. Trovate tutto nel negozio del museo alla fine di un percorso informativo piacevole ed esaustivo.

On the table a Teguise

Se è vero che la storia e le tradizioni di un luogo passano attraverso cucine e tavole imbandite provate a portare con voi un pezzetto di cultura gastronomica dell’isola con una sosta a La Chata – Sabores de Lanzarote, in Plaza de la Constitución. Ci trovate i vini delle principali cantine di Lanzarote, il sale delle saline locali, i formaggi di capra freschi, semi stagionati e stagionati, i vari tipi di gofio, la farina ricavata da mais o orzo tostato, lo sciroppo di palma, la marmellata di cactus…

Avete fatto scorta? Prenotate un tavolo per una cena romantica o per un pranzo all’aperto a La Cantina, il ristorante ricavato in un edificio storico che propone prodotti locali. Servizio giovane, attenzione ai particolari, stile semplice per piatti autentici. Provate le tablas, taglieri ricolmi di ogni specialità dell’isola, dalle piccole patate canarie, le papas arrugadas a quelle dolci, fichi e fichi d’india, le verdure fresche, le erbe aromatiche, i formaggi e il gofio, le salse mojo, rojo y verde…

Questo articolo è stato realizzato poco prima che la pandemia da Covid 19 cambiasse e in qualche modo fermasse il mondo. É pertanto possibile che le informazioni relative ad attività presenti sull’isola possano essere non complete ed esaustive. Nella speranza che il pianeta riprenda presto ad essere un luogo da scoprire e vivere.

Ron Miel, rum invecchiato e miele. Per lunghe e dolcissime serate a Lanzarote
Ron Miel, rum invecchiato e miele. Per lunghe e dolcissime serate a Lanzarote

6 commenti Aggiungi il tuo

  1. simonedda ha detto:

    Sogno da casa con il tuo racconto di Teguise. Quei vicoli immersi in un caldo tramonto, il Ron Miel in mano. I diablete mi ricordano un po’ le maschere sarde ed i busó ungheresi

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  2. Benedetta ha detto:

    Pensavo a figure simili del nord Italia ma della Sardegna non sapevo nulla. La terra che conosci e racconti così bene mi attrae sempre di più. Grazie Simona ❤

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  3. Luca Perissinotto ha detto:

    Anche se a Teguise non ci siamo stati perche siamo stata a Playa Blanca, di Lanzarote ne siamo innamorati. Uno dei nostri progetti futuri sarebbe quello di passarci la vecchiaia. Caldo tutto l’anno e sole, sempre. Mi hai fatto tornare virtualmente là. Grazie 🙂

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    1. dettabroad ha detto:

      grazie a te Luca. Sai che l’idea di una nuova stagione alle Canarie non mi dispiace affatto?

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    1. dettabroad ha detto:

      Grazie mille!

      "Mi piace"

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