Sicilia che incanta. La Casa del Tè a Raddusa

La trovate a Raddusa, piccolo centro agricolo tra Catania e Enna, immersa nel silenzio di colline morbide e campi di grano. La Casa del Tè si distingue dalle altre abitazioni appena. Solo una piccola insegna incisa sul legno all’esterno. Dentro un luogo unico, solo una delle quattro case del tè in tutta Italia e l’unica con piantagione di tè annessa e un orto di 2.000 erbe e piante officinali.

Dietro la creazione di questo luogo quantomeno singolare c’è Salvatore Pellegrino, “Maestro del Tè”, consacrato in Giappone dopo decenni di studio e conoscenza. Una tradizione da pasticcere in famiglia, un’esperienza a Windsor per i reali e l’inizio di una passione grande per il tè che l’ha portato nel mondo a caccia di carichi per le più note compagnie di tè.

Nel frattempo imparava e collezionava: sì, perché a Raddusa oggi ci sono centinaia di tipi di tè e una collezione incredibile di tazze e manufatti dietro ognuna delle quali c’è una storia.

Con garbo e pazienza, Salvatore Pellegrino mi parla della tradizione cinese del tè, una tradizione millenaria e di come disciplinare e cerimonia del tè cambiassero ad ogni imperatore il cui sigillo era apposto sotto il coperchio della teiera. Mai chiedere di sollevare il coperchio al cerimoniere…avrebbe significato fargli notare di non conoscere la giusta poetica dell’epoca…

Mi fa vedere le sue tazze Yixing, quelle realizzate con l’argilla Zishayao che trattengono e assorbono l’aroma del tè. Quelle che, si dice, se usate, possono regalare una deliziosa tazza di tè senza aggiungere il tè.

Da Salvatore Pellegrino ci sono anche le tazze Raku, legate alla tradizione giapponese, lavorate a mano e cotte in fosse scavate nei boschi e, nella stanza dove viene celebrata la cerimonia del tè, c’è un bollitore che appartenne a una famiglia di samurai. I legnetti con cui viene alimentato durante la lunga cerimonia sono raccolti con cura da Salvatore Pellegrino e selezionati.

Ogni dettaglio ha un perché così come l’intera casa, costruita e arredata secondo i criteri del Feng Shui. “Anche gli oggetti trovano un posto diverso in casa a secondo del momento e mi capita di ritrovarmi teiere in camera da letto!”

Ad ogni equinozio la luce della luna filtra attraverso un lanternino creato appositamente nella stanza della cerimonia e illumina il bollitore.

Alla Casa del tè di Raddusa scopri che il tè in Birmania diventa pietanza, il Lahpet Thoke, e viene servito in un’antipastiera col sesamo e il peperoncino. Impari che tè unici e pregiati vengono essiccati nelle foglie di banano, altri conservati in brocche fatte con sabbia di fiume o pressati in cialde tra lastre di marmo, prezioso dono o dote di fidanzamento. Ammiri samovar cesellati mentre il tempo passa e scivola via e non te ne accorgi mentre insegui tradizioni e storie antiche di secoli intorno al mondo.

C’è poi la possibilità di degustare e comprare i tè prodotti nella piantagione di Raddusa, decotti e tisane che profumano di bergamotto, rosa moscata, fiordaliso e menta marocchina. Ci sono i profumi di Sicilia col suo mandarino tardivo, i fiori di sambuco, zenzero e fiori dell’Etna.

Salvatore Pellegrino ha scritto anche un libro, con Gianluigi Storto, Il té. Verità e bugie, pregi e difetti. Io vado a comprarlo.

3 commenti su “Sicilia che incanta. La Casa del Tè a Raddusa

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