Cina. Quando a gesti si fa complicato

Come ci arrivo? Destra o sinistra? Alle 5 o alle 6? In Cina comunicare è una bella impresa e farsi capire non è affatto facile. Se, nel Celeste Impero, decidi di muoverti in autonomia e non puoi quindi contare su una guida del posto e men che meno su una connessione wifi, beh, può essere un bel problema.

In tanti parlano l’inglese, specie i più giovani, ma non è poi così diffuso. Scordatevi di pronunciare il nome della destinazione e a primo colpo essere capiti. D’altronde immaginatevi un cinese che vi chiede: “Lolotti” o “Loloseo” e ditemi se non ci mettete un bel po’ a capire che vuole andare in via Condotti o al Colosseo…e sono stata buona.

Mostrare una cartina della città non sempre funziona, soprattutto se la meta non è tra le più battute. Mi è spesso capitato di trovarmi su un bus che andava dalla parte opposta. Altre di salire su un taxi con una mappa in mano e di doverne ridiscendere invitata da un autista disposto a perdere un cliente pur di liberarsi di una pazza che gesticola. Pazza che ha comunque tentato di aiutare disperatamente prima di desistere definitivamente.

L’<apriti-sesamo>, quello che ti risolve la situazione e che fa tirare un sospiro di sollievo a voi e al cinese che vi guarda come se foste alieni venuti da un mondo lontano, è un insieme di linee dritte e curve dal sicuro effetto estetico e grazia stilistica ma per me assolutamente incomprensibili: i caratteri della lingua cinese.

Diciamocelo chiaro, stiamo parlando di circa 54.000 segnetti astrusi, 230.000 se prendiamo in considerazione quelli esistiti nei tempi più remoti e per lo più in disuso. Il cinese, lingua tonale, un’infinità di omofoni e la pressoché totale assenza di flessioni, declinazioni, genere, forma, tempi e modi. Sbaglia l’ordine di una parola in una frase che, finalmente, riesci a pronunciare, e ti ritrovi il cinese di turno che ride a crepapelle. Non c’è dubbio: se andate in Cina ricordatevi di portarvi dietro la trascrizione in caratteri cinesi dei luoghi e indirizzi dove intendete andare, alberghi compresi e una buona quantità di frasi e parole utili.

Sembra complicato? Non mollate! E, se decidete di fare un viaggio in Cina, imparate quante più parole riusciate a memorizzare. Che poi è un consiglio che vale a qualsiasi latitudine: non c’è modo più bello di entrare in contatto con la gente del posto. Tutte le volte che ho provato a scimmiottare un “vorrei un po’ d’acqua”, “dove stazione”o anche un semplice “ciao”, i sorrisi, ovunque nel mondo, sono stati grandi e un modo per aiutarmi l’hanno trovato sempre.

5 commenti su “Cina. Quando a gesti si fa complicato

  1. La Cina ha sempre intrigato e spaventato tantissimo,proprio per questa sua peculiare mancanza di comunicazione! Esiste una APP che si chiama WayGo e ti aiuta a tradurre almeno menu e indicazioni stradali. Non l’ho ancora provata ma spero funzioni!! 🙂

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  2. Ciao! Sono tornata a rileggere il tuo articolo, adesso che sono qui a gesticolare anch’io, con mia figlia che ride alle mie spalle con il cinese di turno………è un popolo che fa fame di “porte di comunicazione” con il resto del mondo!Vafo a rileggere anche gli altri, con occhi decisamente diversi, adesso…….a presto, anzi, Ni Hao!!!!!

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  3. Pingback: Beijing. Democratica Città Proibita – viaggimperfetti.com

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