Palermo. Topazia Alliata. “La libertà era la scossa elettrica che accendeva la mia città interiore”

il

Sorrido mentre guardo la partecipazione di nozze di questa donna: lei e lui ritratti di spalle, nudi e seduti in riva al mare. Il matrimonio è stato celebrato nel 1935: lui è Fosco Maraini, lei Topazia Alliata. Per chiederla in sposa Fosco ha attraversato l’Italia in sella ad una motocicletta arrivando in Sicilia, lungo strade difficili e non ancora asfaltate, sino a Bagheria, a villa Valguarnera. Ad attenderlo c’era Enrico, il padre di lei, duca di Salaparuta, pacifista, amante dei discorsi del Budda e vegetariano.

Ripercorro la vita di questa donna eccezionale nelle sale della Fondazione Sant’Elia a Palermo, dove, sino all’11 gennaio, c’è una mostra dedicata a lei, “Topazia Alliata. Una vita per l’arte”. E’ morta l’anno scorso, a 102 anni. In una delle sale proiettano un’intervista girata nel suo appartamento a Roma, dove  nel 1959 è riuscita ad aprire una galleria d’arte. E’ bella anche da vecchia. Osservo i ritratti che le ha fatto Guttuso, coi capelli biondi, la pelle diafana, gli occhi chiari. Insieme, negli anni Trenta del secolo scorso, si cimentavano a ritrarre lo stesso ponte e lo stesso treno da angolature diverse ad Altavilla Milicia, vicino Palermo.

Artista, pittrice, gallerista e viaggiatrice. Col marito scalavano montagne  e vie alpinistiche cui diedero il loro nome. Poi l’Oriente, il Giappone con i tre figli Yuki, Toni e Dacia e lo “scontro” con la storia, quella macro. Rimasero in un campo di prigionia sino alla fine della Seconda Guerra Mondiale per non aver aderito alla Repubblica di Salò.

Ripenso a quante bottiglie di Colomba Platino ho bevuto d’estate con gli amici: un bianco siciliano delicato e raffinato. E leggo che a crearlo fu lei che seguì  la cantina Corvo di Salaparuta a Casteldaccia sino alla vendita, nel 1955. Imprenditrice e maestro assaggiatore dell’ordine nazionale degli assaggiatori vinicoli pure. Nello spazio di pochi metri riscopro una Sicilia d’eccellenze e di bellezza attraverso le mille vite di Topazia Alliata. Ritorno alla sua partecipazione di nozze, alla sua leggerezza e alle parole di Topazia Alliata affidate a Repubblica in un’intervista di qualche anno fa: “La libertà era la scossa elettrica che accendeva la mia città interiore” .

Topazia Alliata. Una vita per l’Arte. Fondazione Sant’Elia. Palermo. Sino all’11 gennaio

 

Un commento Aggiungi il tuo

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...