Thailandia – Ko Samui. Voglia di mare

Infradito ai piedi, un bikini e un pareo. Nient’altro nel mio bagaglio per Ko Samui, isola della Thailandia, nel golfo del Siam, a sud di Bangkok. Ho voglia di mare e di lunghe passeggiate su spiagge infinite di sabbia bianca e fine. Una parentesi per rallentare e osservare. Ci vuole poco a Ko Samui. Non ci sono solo turisti sulle spiagge di una delle isole thai più gettonate. Basta scegliere quelle giuste. Vale a dire quelle che ti piacciono, dove sei più felice e a tuo agio.

Ho messo da parte per un prossimo viaggio e una nuova avventura la costa di Chaweng, la più cool dell’isola, affollata e alla moda e mi sono fermata a Lamai. Anche qui c’è tanta gente ma l’atmosfera è più informale e un po’ hippie. Supero Hin Tai e Hin Yai, due grandi pietre che tutti vogliono vedere perché ricordano e rappresentano il sesso maschile e femminile. In realtà sono pietre molto diffuse sulla costa di Ko Samui. Imponenti, grigie e levigate tra sabbia candida e mare azzurro.

Al mattino presto in spiaggia ci sono i pescatori locali, quando ancora c’è la bassa marea e nella sabbia umida emergono conchiglie e coralli. Al tramonto intere famiglie che fanno il bagno dopo una giornata di lavoro. E’ bello farsi sorprendere dai frequenti scrosci d’acqua e trovare riparo sotto le palme o sotto il pelo dell’acqua mentre, come in un mondo parallelo, stai a guardare pesci colorati.

A Lamai mi diverto a girovagare tra bancarelle di conchiglie e noci di cocco. Fanno un sacco di cose buone sull’isola col cocco. Rende speciale i piatti thai che qui hanno tutto il sapore delle vicine Malesia, Indonesia e India. Cardamomo, cannella, chiodi di garofano, tamarindo. Ne senti i profumi nei mercati a Nathon town, la città principale e nei localini sparsi ovunque. Ci sono ristoranti di ogni tipo e per tutte le tasche. Scelgo i più semplici, quelli in spiaggia o approntati in strada, tra bancarelle e piccole botteghe.

Col cocco a Ko Samui ci fanno anche molti trattamenti per il corpo e i capelli. Esistono SPA meravigliose ma ovunque, in spiaggia, c’è chi è in grado di rimettermi in sesto con un massaggio per pochi bath.

Il perimetro dell’isola lo percorro facilmente seguendo il ring, la strada principale, a bordo dei taxi collettivi che si fermano ovunque – basta fare un cenno – o a bordo di uno dei tanti scooter a noleggio. Costano poco e anche la benzina è economica. Te la vendono in bottiglia, si in bottiglia! Bottiglie in plastica allineate nelle “stazioni di servizio”, nient’altro che baracchini, pronte all’uso.

Con uno scooter un po’ sgangherato girovago lungo tutta l’isola scendendo sino alle più selvagge spiagge a sud e poi su fino a Meanam Beach e Big Buddha beach. E’ qui che sta il tempio Wat Phra Yai col grande Buddha alto 12 metri che vedi atterrando sull’isola. E al tramonto lo spettacolo è grandioso tra pagode colorate e grandi campane in bronzo.

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