Ragusa blues

“Ti va un gelato?”. Pomeriggio di sole estivo in questa primavera ballerina. Siamo a Ragusa Ibla. Ci siamo arrampicati lungo i suoi viottoli di pietra sospesi nel nulla delle cave e il verde della vegetazione primaverile. Saliscendi nascosti tra le strette viuzze, palazzi barocchi, sensuali balconi in ferro battuto, chiese le cui facciate sembrano ancheggiare come donne capricciose dalle cui cappelle escono vecchine coperte dalla testa ai piedi. Putti, ghirigori e davanzali profumati da gerani, basilico e rosmarino.

Davanti Chiesa delle Santissime Anime del Purgatorio ho chiesto una foto ad un gruppo di simpatici signori seduti sul marciapiede della strada. Mi hanno sorriso e si sono messi in posa. Poi abbiamo raggiunto Santa Maria delle Scale superando Palazzo Cosentini, quello dell’Ex Cancelleria e Santa Maria dell’Itria.

Il gelato me lo sono meritato e me lo godo davanti al Duomo di San Giorgio. Lo prendiamo da Gelati DiVini. Ricotta voluttuosa e pera dolcissima per me, Armando sceglie cannella e passito di Pantelleria. Vorrei provare anche la crema al marsala o quella all’anice. La signora mi offre un cucchiaino di cioccolato al peperoncino mentre sbircio tra le bottiglie delle cantine locali nella piccola enoteca all’interno della gelateria.

A pochi passi c’è il Circolo della Conversazione. Che bel nome. Il piacere della parola, un luogo dove si ha il tempo di conversare. Si intravedono soffitti e lampadari preziosi. Immagino nobili decaduti e nuova borghesia ai tavoli da gioco.

Mi perdo tra le piccole boutiques e i negozi di souvenirs. Avete presente i magneti? Le calamite di ogni forma e colore che si attaccano al frigo? A volte sono eccessivi e un po’ kitch ma a me piacciono un sacco e ne ho una bella collezione. A Ragusa, accanto al Circolo della Conversazione, c’è una piccola bottega, si chiama L’Arte del Ricamo, che ne propone a centinaia. Ne scelgo una per casa ma Armando mi mette fretta. Vuole prendere formaggi e salumi ed è curioso di scoprire se il negozio scoperto anni fa c’è ancora. E’ lì, più bello e fornito di prima. Si chiama Salumeria Barocco. Caciocavallo, Ragusano DOP, pecorini stagionati nel Nero d’Avola e poi ancora ‘mpanatigghi – panciute mezzelune con mandorle e cioccolato mischiati alla carne di vitello – mucatoli, giuggiulena, marmellate di arance e limoni di Sicilia.

Stasera ceniamo a I Banchi, in via Orfanotrofio 39, il nuovo ristorante di Ciccio Sultano, lo chef stellato di Ragusa Ibla. In cucina c’è Giuseppe Cannistrà, chef cresciuto al Duomo di Ciccio Sultano.E’ h24, vale a dire un luogo aperto sempre che al mattino fa da  panificio e caffetteria, nel pomeriggio da cafè, a pranzo e a cena da ristorante o bistrot dove prendere un aperitivo. C’è un’atmosfera più informale ai Banchi ed è accessibile a tutti. Le posate le trovi in un contenitore in legno messo a tavola, il pane te lo servono in sacchetti da panetteria, i prodotti di casa Sultano sono a vista sulle pareti, tra libri e attrezzi da cucina e quadri coloratissimi.

Quando usciamo c’è poca gente in giro. Se ne sentono i passi sul selciato. Ragusa di notte è ancora più languida. C’è un’aria tiepida che sa già d’estate. Guardiamo le stelle. Chissà cosa ci porterà l’estate. Solo cose belle.

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