Due giorni a Rotterdam. Poco per conoscerla, abbastanza per innamorarsene

 

Tulipani e zoccoli di legno? Mulini a vento e canali fiabeschi? E’ questo che vi aspettate da un viaggio a Rotterdam? Cambiate destinazione. Rotterdam non è quel tipo di Olanda. O perlomeno non è ciò che più la identifica, ciò che più la racconta.

Distrutta durante i bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale, Rotterdam si è rimessa in piedi trovando via via negli anni la sua identità. Un’identità nuova che oggi la rende una delle mete più vivaci e in continuo fermento.

Se cercate una metropoli moderna e cosmopolita dove la parola d’ordine è <cambiamento>, Rotterdam è quello che fa per voi.

Un’odierna araba fenice

Witte de Withstraat
Witte de Withstraat

Di Rotterdam si diceva fosse una città <operosa>, una <tipa tosta> che alla distruzione operata dai nazisti aveva reagito trasformandosi in un importante centro economico europeo e in uno dei più importanti porti del mondo.

Diciamocelo però, Rotterdam passava anche per un po’ noiosa e con poche attrattive da un punto di vista culturale e turistico. Poi la svolta: in pochi anni Rotterdam è riuscita ad attestarsi nel panorama internazionale come culla dell’arte contemporanea e laboratorio di <social innovation> .

Amica dell’arte e del design, Rotterdam ha trasformato il suo skyline con opere di architetti superstar e le sue strade con quelle di celebri street artists.

Due giorni per visitarla? Decisamente pochi. Direi due giorni per amarla, capirne il mood e farsene contagiare pronti a tornare al più presto.

Ve la racconto a modo mio.

Un ponte giallo che unisce e suggerisce percorsi nuovi. Insieme si può fare

Un ponte colorato nel cuore della città, raggiungibile a piedi dalla vicina stazione centrale, la Rotterdam Centraal. Un’opera di land art, credevo io, con la vernice gialla saltata qui e lì e tutto sommato una buona location per realizzare un paio di scatti simpatici.

Non avevo capito niente.

 

Al significato reale del Luchtsingel, il ponte giallo, ci sono arrivata quando, andando in cerca di un localino di cui avevo sbirciato alcune immagini sul web, l’Op Het Dak, mi resi conto che per raggiungerlo avrei dovuto attraversare interamente i  390 metri  del ponte ed approdare direttamente allo Schieblock, un vecchio stabile, a cui il Luchtsingel è collegato. Avete capito bene: il ponte giallo di Rotterdam collega una delle zone più trafficate ad un’altra più periferica e ormai dimenticata dove sono ubicati una ex stazione, un parco pubblico, edifici che da tempo risultavano sfitti.

Dove sta la meraviglia? L’area dimenticata ha ripreso vita grazie a privati cittadini che hanno fatto gruppo e trasformato uffici vuoti in hub creativi e polifunzionali in cui lo spazio può essere noleggiato a prezzi più abbordabili e condiviso con altre realtà.

Il melting pot è esplosivo. Basta sbirciare (letteralmente) all’interno degli spazi nei singoli piani dello Schieblock, ad esempio, per osservare gente al lavoro, eventi, conferenze, spazi creativi, piccole attività e, all’ultimo piano, sul terrazzo, il localino che stavo cercando, l’Op Het Dak.

Ed eccoci tornati al punto di partenza. Il Luchtsingel non è quindi solo un’opera contemporanea ed accattivante; è un ponte di idee, un ponte di valori, un ponte proiettato ad una nuova visione dello spazio gestito dai singoli con innumerevoli potenzialità e sbocchi: il ponte presenta al centro una zona circolare, una sorta di <rotatoria>, da cui partono più bracci collegati a realtà diverse. Il parco, l’ex stazione, tutte in continua evoluzione e pronte ad abbracciare una nuova vita ed identità.

 

Tornando in cima allo Schieblock, non vi ho ancora detto che l’Op Het Dak è un piccolo, grande bistrot. Perché? Perché i suoi piatti, per lo più green e vegan, sono preparati con le verdure, la frutta  e i fiori che crescono nell’orto realizzato sulla stessa terrazza, la DakAkker, un progetto voluto nel 2012 dalla Binder Rooftopgardens e sviluppato da ZUS in collaborazione con il Rotterdam Environmental Center (RMC). Ci sono persino le api affinché si crei un ecosistema tale da garantire biodiversità e, vi assicuro, sapore e consistenza alle pietanze proposte.

Cioccolato a Witte de Withstraat

Se ne parla ovunque. E’ considerata la via dell’arte e della cultura a Rotterdam e collega il Museumpark e il Maritiem Museum. E’ Witte de Withstraat, un susseguirsi di boutique, gallerie, ristoranti, caffè e…case del cioccolato!

Il posto si chiama Florentina ed è un grazioso negozio con colorate ed accattivanti confezioni di praline, barrette di cioccolato e comode poltroncine in cui provare la cioccolata lavorata nel laboratorio all’interno.

 

A vista, infatti, la proprietaria tiene le mani “in pasta” creando delizie il cui profumo vi investirà non appena dentro il Bean-to-Bar Chocolate shop. Provate i brownies al cioccolato di cui mi ha fatto promettere di non rivelare il segreto…semplicemente deliziosi!

Appena fuori Florentina, date un’occhiata all’opera di street art di Daan Botlek. E’ solo una delle tante esplosioni di arte e colore che troverete qui a Witte de Withstraat e in tutta Rotterdam. Se volete seguire un percorso interamente dedicato alla street art, collegatevi a Rewriters010 e scaricate l’itinerario per 0,99 euro.

Make it happen di Daan Botlek
Make it happen di Daan Botlek

Oude Binnenweg. Com’era prima?

E’ forse l’unica strada sopravvissuta al bombardamento nazista nel centro di Rotterdam. Splendidi i dettagli belle époque sulle facciate degli edifici. Tanti i locali, le boutique, le botteghe che vendono prodotti locali e che, come mi piace dire, hanno un’anima. I brand più comuni e le grandi catene sono poco distanti ma a Oude Binnenweg, per pochi metri, si ha ancora la sensazione di essere qui e in nessun altro luogo.

 

Non dimenticate di fare un salto da Kaashoeve, la casa del formaggio, un tempio del cacio, con specialità locali e dal mondo. Il proprietario mi ha mostrato fiero una forma intera di caciocavallo ragusano maturata nella sua tipica cassa rettangolare vicino Gouda e Edammer olandesi. Frutta secca da accompagnare e tante altre golosità.

Se vi è venuta fame e volete un break divertente fatevi un toast da Tosti: dinamico, accogliente, buono.

Per un pensiero destinato ad una persona speciale io farei un salto da Swan – where creatives meet, una boutique dove troverete gioielli, abiti e oggetti per la casa esclusivamente artigianali e di design.

E proprio davanti le vetrine di Swan non potrete non notare Santa Claus, l’opera di McCarthy simbolo del consumismo occidentale, controversa e popolarmente nota come “Gnomo Buttplug”. A voi stabilire se vi piace o meno.

Verso Beurs

La Oude Binnenweg diventa presto Nieuwe Binnenweg, l’atmosfera cambia ma la meraviglia è dietro l’angolo. Avvicinandosi a Beurs , l’edificio della Borsa primo palazzo riportato allo stato originale dopo i bombardamenti del 1940, una lunga serie di viali e strade dedicate allo shopping si susseguono. Ne vale la pena anche se non siete amanti dello shopping. Sono le architetture dei palazzi a stupire in un allegro alternarsi di materiali, prospettive e altezze. La Beurstraverse, galleria sotterranea nota come <Koopgoot> si trova sotto via Coolsingel e collega Lijbaan e Hoogstraat. Gli interni sono stati progettati da Jon Jerde, il guru americano degli spazi dedicati al funshopping.

Beurstraverse
Beurstraverse

Vi suggerisco una sosta per un mint tea da Mockamore: colori pastello, bella carta da parati e un ottimo bananenbroad, sfizioso pane dolce alla banana.

 

Si va e si viene. Rotterdam Centraal

Luce, aria, spazio. A Rotterdam tutto è possibile e l’architettura è una scommessa continua ispirata a questi tre elementi. La stazione centrale ne è un esempio. Inaugurata nel 2014, 110 mila passeggeri al giorno, tra gli hub ferroviari più importanti dei Paesi Bassi, ha una copertura triangolare che le ha valso il soprannome di <ferro da stiro>. Un tocco unico l’orologio originale e la vecchia insegna <Centraal Station> oggi in versione led.

 

Quando l’arte incontra la fede. Pauluskerk

Non è solo una strabiliante struttura opera dell’ingegno dell’architetto inglese Will Alsop. Non è solo una chiesa. E’ anche un punto di incontro e di aiuto per chi ha bisogno con sale per riunioni e accoglienza, uno studio medico e un rifugio notturno. What else?

Sorge affacciata sul canale Westersingel dove è allestito un percorso artistico con diciassette opere di scultori come Rodin, Carel Wisser e Joel Shapiro.

Westersingel. Sulla destra in basso la Pauluskerk
Westersingel. Sulla destra in basso la Pauluskerk

Ci fermiamo per il momento qui pronti a riprendere la nostra passeggiata a Rotterdam a breve. Nel frattempo vi dico cosa avrei voluto vedere e cosa di sicuro mi riporterà a Rotterdam:

–          Il Kunsthal  – design, moda, fotografia. Uno spazio espositivo proiettato al futuro.

–          Het park – magari in primavera?

–          Museum Boijmans van Beuningen – Bosch, Brueghel il Vecchio, Dalì, Gauguin, Van Gogh… in fase di restauro. A breve la riapertura.

 

8 commenti su “Due giorni a Rotterdam. Poco per conoscerla, abbastanza per innamorarsene

  1. Rotterdam ci ispira tantissimo e le tue foto Benedetta accrescono la nostra voglia di partire! 🙂
    Bellissime le tue gallery fotografiche: posso chiederti se si tratta di un plugin particolare? Mi piace la disposizione a mosaico, molto molto accattivante! 😉
    Trovo affascinante e spero presto applicata anche alle nostre città l’idea del recupero dell’area dimenticata in spazio multifunzionale, con la possibilità di creare uffici in coworking, laboratori creativi…magari è utopia, ma un giorno ci arriveremo! Qui a Modena, per esempio, ci sarebbero tanti spazi che potrebbero essere trasformati come lo Schieblock!

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    • Stai chiedendo a me di plugin? Sono negata ragazzi anche sulle cose più semplici. È wordpress a darmi le diverse soluzioni quando aggiungo più foto. E non credo dipenda dal tipo di tema perchè succedeva anche con l’altro. Mi spiace. Per quanto riguarda Rotterdam vi piacerebbe senz’altro perché ti coinvolge, ti rende partecipe, ti emoziona. E sopratutto ti dimostra che si può fare…grazie ragazzi!

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  2. Non ci sono mai stata eppure leggendo il tuo articolo e guardando queste belle foto mi è venuta voglia di fare un salto in Olanda che tra l’altro è uno degli ultimi paesi europei che ancora non ho visitato😊

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  3. Rotterdam è la città che fa per me. Una città alternativa, uno stile di vita moderno e di qualità. Mi sembra di capire che l’arte per strada è ricca e rende ancora più piacevole passeggiare. Le opere di riqualificazione di vecchi ambienti dismessi sono sempre accolte favorevolmente. Finalmente anche qui da noi stanno percependo il valore del “recupero”. Proprio la scorsa settimana ho partecipato ad una fiera allestita in un vecchio deposito di autobus splendidamente ristrutturato

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    • Sì Falupe, spazi abbandonati e ormai inutili resi utili per tutti. Una nuova vita con significati importanti in un’ottica di crescita sociale e culturale. Abbiamo, in questo caso, tanto da imparare. Ma qualcosa si muove hai ragione. Mi viene subito in mente la Farm Cultural Park di Favara che ha ridato vita ad un centro storico in rovina…

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