Taormina, Sicilia. Uno, cento, mille viaggi

Taormina
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Taormina. Sa di zagara e di agrumi

È una dote rara che tanti luoghi inseguono, pochi ottengono.

Occorre essere speciali per diventare meta da “almeno una volta nella vita“, più che moda effimera destinata a scomparire col passare del tempo.

Taormina meta ideale lo è da secoli, dream destination per viaggiatori di ogni dove. Attratti da una bellezza rara e una storia antica.

Sui sogni di quei viaggiatori Taormina ha costruito un mito, il mito della Perla del Mediterraneo.

Il Grand Tour. Il viaggio della vita, Erasmus ante litteram
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Metti un sogno, metti Taormina…

I giovani rampolli europei Taormina la raggiungevano nel corso del tanto ambito viaggio della vita nella seconda metà dell’Ottocento. Grand Tour lo chiamavano, il grande viaggio, una sorta di Erasmus ante litteram concesso però solo a nobili e aristocratici prima, facoltosi borghesi in seguito, che partivano per trovare bellezza e arte.

Fu la grande Elisabetta I a volere istituire una sorta di borsa di studio che avrebbe consentito a pochi eletti di raggiungere con un viaggio lungo, lunghissimo, di ben tre anni, le grandi città, i maggiori siti culturali, i luoghi considerati culla di cultura e civiltà.

Parigi, Lione e poi, una volta superate le Alpi, l’Italia. Genova, Torino, Roma, Firenze, Venezia, infine la Sicilia.

Il Grand Tour prese piede e, nel tempo, divenne moda in Gran Bretagna, Francia, Germania.

Sulle strade d’Italia uno dei più celebri viaggiatori fu Goethe. È di inizio Ottocento il suo Viaggio in Italia che contribuì enormemente a far conoscere la nostra penisola a nord delle Alpi. E di Taormina e del suo Teatro Antico disse: <Mai, forse, un pubblico, in teatro, ebbe davanti a sé simile prospettiva>.

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Teatro Antico di Taormina. Lo immaginate Goethe qui, a dorso di mulo, tra foglie colossali di agave e maestose rovine?
Il Teatro Antico di Taormina

La cultura greca era il sogno dei viaggiatori che intraprendevano il Grand Tour e Taormina, antica Tauromenium, non poteva che trasformarsi in tappa obbligata.

Il Teatro Antico, il più grande d’Italia e d’Africa dopo quello di Siracusa con i suoi 109 metri di diametro della cavea, costituiva il sogno, un punto d’arrivo. Goethe fu una delle prime celebrities, presto seguito da molte altre, innamorate di Taormina e dei suoi tesori.

Oggi il Teatro Antico è affidato al Parco Archeologico Naxos Taormina ed è possibile visitarlo e goderne l’architettura e le diverse ristrutturazioni successive a quella greca.

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A Muntagna

Unico al mondo per posizione, funambolo sul mare di Sicilia, il teatro è una finestra sul blu con una cornice che sa di eterno.

Con lo sguardo segui la costa sino ad immaginare di vedere Catania e Siracusa, con il cuore aspetti che l’Etna, che incombe maestosa, dia spettacolo ancora una volta.

Taormina caleidoscopio di storia e bellezza

Il resto è poesia. Romani, bizantini, arabi, normanni a Taormina hanno lasciato qualcosa che strato su strato è diventato un unicum irripetibile.

Un unicum che nella seconda metà dell’Ottocento trasformò Taormina in meta irrinunciabile per artisti, poeti, filosofi, scrittori e teste coronate. A Goethe seguirono Guy de Maupassant, Nietzsche, D’Annunzio, Klimt, Freud, gli zar Nicola I e Nicola II e la zarina Aleksandra Fedorovna Romanova.

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Taormina, Teatro Antico. Una finestra sul blu con una cornice che sa di eterno

Lì dove prima c’era l’agorà greca e poi il foro romano nacque Palazzo Corvaja. La matrice araba ha accolto quella normanna, echi moreschi gli hanno regalato la tipica merlatura. Qui, per volere di Bianca di Navarra, a partire dal 1400 vi si riunì il Parlamento del Regno di Sicilia.

Alle sue spalle resti di terme di epoca romana, poco distante Porta Messina o Porta Ferdinandea, una delle due porte al nucleo più antico. Corso Umberto lo attraversa e collega Porta Messina all’altro ingresso trionfale, Porta Catania o Porta del Tocco. Tra le due, nata su antiche mura arabe, un tempo Porta di Mezzo, la Torre dell’Orologio del XII secolo. Distrutta dalle truppe francesi di Luigi XIV nel 1600, fu ritirata su e oggi accoglie il mosaico di una splendida Madonna. Anticipa la scenografica Piazza IX Aprile: salotto ciarliero e brillante al tramonto, affaccio sul blu, irrinunciabile meta di turisti e viaggiatori.

I vicoli si intrecciano ai lati del corso principale. Irregolari, più o meno grandi, alcuni assai stretti e impervi, grondano di bouganville e gerani, nascondono botteghe d’arte, banchi di frutta, bar, bistrot, ristoranti, terrazze segrete che sbucano all’improvviso come trampolini sullo Ionio.

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Taormina è pop!

Maestosi e alteri, Palazzo Ciampoli, Badia Vecchia, Palazzo Duchi di Santo Stefano si alternano tra le antiche Naumachie e un mosaico romano da poco restaurato.

È uno splendido patchwork Taormina, elegante ed equilibrato, dove culture ed epoche trovano ciascuna il proprio spazio. Un’armonia perfetta e irripetibile.

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Taormina, Palazzo Duchi di Santo Stefano
Gli alberghi storici

Una Taormina sempre più famosa e spesso narrata come audace e libertina, o semplicemente più sicura per personaggi come Oscar Wilde che già aveva pagato con il carcere la sua omosessualità e che a Taormina arrivò incuriosito dalle fotografie realizzate dal barone Von Gloden: panorami mozzafiato sullo sfondo, il mito della Magna Grecia, giovani bellissimi e nudi.

Oscar Wilde soggiornò nel piccolo hotel Victoria, uno degli alberghi che nacquero, uno dopo l’altro, per accogliere un flusso crescente di visitatori. Esiste ancora l’hotel Victoria, si affaccia su Corso Umberto.

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Oscar Wilde scelse l’hotel Victoria, uno dei primi a Taormina. Esiste ancora, lo trovate sul corso principale…

Il primo fu però l’hotel Timeo, nato per volere di Francesco La Floresta nel 1850 su un rudere a ridosso del Teatro Antico. Lo presero per pazzo, <Don Cicciu ‘u pazzu> lo chiamavano ma La Floresta andò dritto per la sua strada dando all’albergo il nome di Timeo, figlio di Andromaco, fondatore di Taormina nel IV secolo a.C.

Ci vide giusto Don Cicciu ‘u pazzu: dal Timeo sono passati Wagner, Andrè Gide, Guglielmo II e Feliks Jusupov, gran consigliere della zarina Alessandra, famoso per aver ordito l’assassinio del celebre Rasputin.

Nella proprietà che fu acquistata con la vendita di un agrumeto, soggiornarono Verga, Pirandello, Quasimodo, Ungheretti, Sciascia.

E quando il Festival del Cinema Internazionale ha iniziato a trasformare Taormina in destinazione preferita di star e celebrità, il Timeo ha accolto personaggi come Liz Taylor, Richard Burton, Jaqueline Kennedy sino ai potenti della terra durante l’ultimo G7.

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Il meraviglioso Hotel Timeo. Tutto merito di Cicciu U Pazzu…

Ad inizio Novecento fu la volta del Grand Hotel Excelsior: elegante e raffinato con la sua architettura moresca, doveva ispirarsi ai palazzi più belli di Venezia.

Poco distante, Villa Schuler ha mantenuto lo stesso charme di quando, prima abitazione privata nella prima decade del Novecento di Eugen Schuler Senior, antiquario tedesco, poi pensione, divenne ritrovo di artisti e intellettuali. Nel corso dei decenni, attraversando due conflitti mondiali, si è trasformata ed adeguata mantenendo la sua identità originaria.

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Villa Schuler. Eugen Schuler Senior, il primo proprietario, antiquario, fece fortuna con una bottega al piano terra di Palazzo Corvaja e aiutò a sviluppare le foto del viaggio in Sicilia di Guglielmo II e della famiglia imperiale…
Casa Cuseni. Una storia a sè

Robert Hawthorn Kitson, erede della Kitson and Company, il gigante industriale delle locomotive di Leeds, se ne innamorò ad inizio Novecento e decise che sarebbe diventata la sua casa.

Una casa speciale, oggi Casa Cuseni, alla cui realizzazione presero parte Alfred East, presidente della Royal Society of British Artists e Sir Frank Brangwyn, primo decoratore della Tiffany e autore delle decorazioni della Galleria Reale della Casa dei Lords a Westminster e del foyer del Rockefeller Center Museum di New York.

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Casa Cuseni, casa dell’anima

Una casa speciale che divenne rifugio e luogo del cuore per Tennessee Williams, Bertrand Russell, Faulkner, Dalì, Gala, De Chirico e tanti altri che passarono da qui e  lasciarono un disegno, un appunto, un aneddoto.

In uno dei saloni oggi visitabili, tra gli innumerevoli tesori qui custoditi, esiste ancora una collezione di acquerelli del Grand Tour inglese in Italia e Terra d’Oriente realizzati tra il 1900 e il 1940 da famosi paesaggisti britannici tra cui lo stesso Kitson. Proprio quel Grand Tour che rese Taormina famosa nel mondo.

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Piazza Duomo a Taormina
Taormina green. Anche il verde qui racconta storia e glamour

Non sono giardini e basta. Raccontano eventi, personaggi, aneddoti.

Partiamo proprio dai giardini di Casa Cuseni: tredici terrazze che profumano di Mediterraneo e sette fontane allineate al camino centrale della casa. Infine una piscina nella parte alta del giardino che guarda al cratere centrale dell’Etna.

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I vicoli si intrecciano ai lati del corso principale. Irregolari, più o meno grandi, alcuni assai stretti e impervi, grondano di bouganville e gerani, nascondono botteghe d’arte, banchi di frutta, bar, bistrot, ristoranti, terrazze segrete che sbucano all’improvviso come trampolini sullo Ionio

Tra papaveri e ferule disegni di Balla sulla pietra, l’angolo preferito di Greta Garbo, la terrazza su cui amava fermarsi Faulkner.

A Villa Schuler puoi invece fare il giro del mondo grazie alle infinite specie che ne fanno un vero e proprio parco esotico creato da Eugenio Schuler nel 1902: lungo sentieri silenziosi, palme, agrumi, cipressi , kentie, yucche e un enorme pinus pinea, 20 metri altro, probabilmente l’albero più longevo di Taormina.

Infine i giardini della Villa Comunale. Per conoscerne la storia occorre ancora una volta riavvolgere il nastro e tornare alla fine dell’Ottocento quando Lady Florence Trevelyan, nobildonna inglese, si trasferì a Taormina dopo un lungo viaggio dall’India all’Australia e sposò l’allora sindaco professore Salvatore Cacciola.

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Erano i giardini privati di Florence Trevelyan, oggi sono uno splendido parco comunale aperto a tutti

L’odierna villa comunale era un tempo il parco di casa sua che rese splendido con piante rare e particolari costruzioni chiamate <Victorian follies>. Vi ospitò teste coronate come il Kaiser Guglielmo II di Germania, lo Zar Nicola II, Edoardo VII , il principe Vittorio Emanuele III, la mitica Franca Florio e donna Tina Whitaker.

Lady Florence Trevelyan morì nel 1907 e volle essere sepolta sul monte Venere, alle spalle di Taormina, in località ‘A Francisa’: i <francisi>, nel dialetto locale, erano al tempo tutti gli stranieri. Suoi, al principio, anche i giardini dell’hotel Timeo.

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Florence Trevelyan. Instancabile viaggiatrice, fece scandalo alla corte della regina Vittoria e scelse Taormina come nuova casa…
Il grande cinema. Il Taormina Film Fest

Il primo movie a Taormina fu girato nel 1919. Ne seguirono molti altri: <L’Avventura> di Antonioni si conclude al San Domenico di Taormina. Negli anni 50 nasce a Messina il Festival Internazionale del Cinema che progressivamente si sposta a Taormina diventando uno degli eventi di punta della stagione estiva.

La graziosa cittadina si trasforma in luogo del jet set internazionale. A Taormina arrivano le grandi e i grandi divi del cinema: Elizabeth Taylor, Marlene Dietrich, Sophia Loren e Cary Grant, Marlon Brando, Audrey Hepburn, Fellini e Woody Allen. Tom Cruise, De Niro, un elenco infinito di stelle, sono tutti passati dal palco del festival, il palco del Teatro Greco di Taormina e continuano a farlo con il Taormina Film Fest.

Piccolo dettaglio: è il Festival del Cinema a trasformare Taormina in località balneare. Solo a partire dagli anni 60 Isola Bella, Mazzarà, Capo Sant’Andrea vengono associate all’idea di vacanza al mare.

Taormina è un sogno. Vivetela come tale

Taormina è un sogno, vivetela come tale, un sogno che si rinnova e non finisce mai.

Una macchina del tempo con fermate infinite. Salutatela dalla stazione ferroviaria di Giardini Taormina, la splendida stazione Liberty inaugurata nel 1866.

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La splendida stazione Liberty Giardini Taormina

7 commenti su “Taormina, Sicilia. Uno, cento, mille viaggi

  1. Anche io ho subito il fascino della stazione retrò, non avevo la minima idea che fosse così graziosa, tutti a pensare al lato turistico più conosciuto di Tao, e tu invece ce ne hai mostrato l’anima! Darei qualunque cosa per tornare ai tempi del Grand Tour e rivedere l’Italia con gli occhi di Goethe! 😉

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