Thailandia. Un coriandolo per volare su Bangkok

Sono in cima al Wat Arun. Sulla guglia principale, il Prang centrale. Circondata dai migliaia di pezzetti di porcellana cinese che danno vita a mosaici floreali lungo tutto il tempio. Al mattino pare che i pezzetti colorati giochino con la luce dell’alba che ci rimbalza sopra.

Vedi tutta Bangkok da quassù. Certo è dura su per le scale laterali ma arrivati in cima il panorama è mozzafiato. C’è il Palazzo Reale che sa di fiaba, di Mille e una Notte col suo prezioso Buddha di Smeraldo. E poi il Wat Pho in cui riposa il Buddha disteso, 46 metri lungo e 15 alto. I fedeli mettono una monetina in ciascuna delle tante ciotole lungo il percorso che si fa per ammirarlo in ogni sua parte. Pare che sia una giusta pratica e regali buoni auspici.

Appena fuori botteghe di pesce essicato, cafè dal sapore coloniale che non cambiano mai e un mercato di amuleti tra risciò e tuk tuk che sfrecciano rapidi. E poi China Town in cui a volte il tempo sembra essersi fermato, altre ti sfugga di mano. E  Banglamphu, con la sua Khao San Road, dove, zaino in spalla, puoi sentirti la persona più ricca del mondo.

Tra me e tutto ciò il Chao Phraya, il grande fiume che non dorme mai, solcato da navi, vaporetti, piccole barche dai pennacchi colorati che si infilano agili nei quartieri di Bangkok sull’acqua, tra palafitte traballanti e mercati galleggianti. Puoi mangiarci di tutto: dallo zucchero filato azzurro al pesce appena pescato e arrostito su griglie sistemate a bordo delle piroghe. Poco più a sud grattacieli infiniti, un veloce skytrain, centri commerciali e locali all’ultima moda. Mondi sfavillanti e contrastanti.

Quassù, dalla cima del Wat Arun, riesci a vedere o anche solo ad immaginare tutto questo e ancora di più, ma non  ne senti il rumore. E’ silenzio. Silenzio e pace sulla Città degli Angeli per una manciata di baht, la moneta locale. Pochi spiccioli per salire a bordo del traghetto che collega le due sponde da Tha Tien a Tha Thai Wang in pochi minuti. Le monetine bisogna darle a una vecchina che aspetta nel gabbiotto accanto il fiume. Conta gli spiccioli con le dita piccole e graziose una ad una e veloce ti dà il biglietto, un pezzetto di carta, appena un coriandolo per raggiungere il Wat Arun.

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