Hoi An, la città delle lanterne

Anche stavolta c’entra un drago. Un drago enorme che viveva sotto la crosta terrestre e che, ad ogni colpo di coda, generava terribili terremoti in Giappone. Fu questo che i saggi dissero all’imperatore giapponese, sostenendo che l’unico modo di fermare la bestia fosse colpirlo al cuore. Ma dove stava il cuore? I saggi individuarono la testa dell’animale in Thailandia ed il suo cuore nella cittadina di Hoi An in Vietnam.

E fu così che proprio ad Hoi An l’imperatore fece costruire un ponte coperto dalle profonde fondamenta che trafissero il drago al cuore. O forse no. Ciò che è certo è che il Ponte Giapponese costruito intorno al 1590 è ancora lì ed è oggi il simbolo della città.

Mi piace pensare alle due scimmie e ai due cani ad un capo e all’altro del ponte come le guide immaginarie del mio viaggio in questo elegante e pittoresco centro vietnamita, Patrimonio dell’Umanità miracolosamente scampato a guerra e distruzione.

Lo si gira a piedi, o al massimo in riscio o in bici, curiosando tra più di 800 edifici storici, oggi per lo più abitazioni e boutique hotel, cafè, lounge bar e ristoranti di ogni tipo. I vincoli per eventuali ristrutturazioni sono rigidi ed è facile notare sopra l’ingresso di botteghe e gallerie d’arte “gli occhi della porta”, un simbolo contro disgrazie e malanni. I tetti seguono spesso l’architettura tradizionale con le tegole concave e convesse alternate su cui crescono muschi e licheni di un bel verde acceso durante la stagione delle piogge.

Ci sono poi diciotto edifici antichi aperti al pubblico: templi e pagode cinesi, laboratori artigianali, case di mercanti giapponesi, le hoi quan, o sale riunioni delle diverse comunità che nel XV secolo vivevano e commerciavano qui. Un tempo uno dei principali porti del sud-est asiatico, Hoi An era un allegro melting pot frequentato da portoghesi, olandesi, indiani, filippini, inglesi, francesi, thailandesi e indonesiani. Passavano tutti da qui per vendere e comprare sete e porcellane, madreperle e lacche.

Acquistando un biglietto cumulativo da 120.000 dong, circa 5 euro, potrete scegliere cinque edifici per volta. Io ho scelto la Casa di Tan Ky e la Sala Riunioni della Congregazione Cinese del Fujian. Bella anche la Casa di Phung Hung e il Tempio di Quan Cong. In realtà ogni sito è uno scoperta e avrei voluto avere più tempo per vederli tutti.

Di sera è il fiume su cui la cittadina si affaccia a diventare protagonista: centinaia di barche lo attraversano illuminate da lanterne colorate, icona di Hoi An. Migliaia di luci blu, verdi, rosse e magenta danzano come sospese nell’acqua alternandosi alla luce flebile delle candele che i visitatori lasciano andare lungo il fiume. Ad ogni plenilunio la festa si accende con laboratori e spettacoli che rendono l’antica Faifo indimenticabile.

Dove dormire e mangiare ad Hoi An

Un intero articolo su viaggimperfetti l’ho dedicato al cibo in Vietnam: in larga parte si parla di Hoi An e delle sue specialità, tra le migliori provate nel corso del mio viaggio in questo paese. Mercati e ristoranti si trasformano in un viaggio nel viaggio.

E se siete amanti dello street food, la cittadina al calar della sera si popola di banchi e carretti con cibo locale: polpo e calamari arrosto, crepes di gamberi, torta di mango, latte di cocco.

Dove ho soggiornato? All’Eco Lodge & Spa, a pochi chilometri dal centro storico, nel verde rigoglioso delle risaie che circondano la città. Un paradiso dallo stile coloniale ed ecofriendly: tutte le comodità, una piscina, un centro spa collegato alla struttura principale da un sistema di passerelle in bambu che attraversano una foresta di piante locali. Speciale il laghetto su cui si affaccia l’area ristorante.

L’Eco Lodge offre un servizio navetta per raggiungere la città antica o, se preferite, la spiaggia di An Bang, sulla costa a nord di Hoi An. Lo staff organizzerà ogni tipo di escursione per scoprire i dintorni o partecipare ad una cooking class.

Vorrei portare via con me qualcosa di speciale che mi ricordi Hoi An

Sofisticati atelier di linee francesi, sartorie che in poche ore realizzeranno per voi un Ao Dai su misura, il vestito tradizionale vietnamita, preziose lanterne artigianali, ogni tipo di souvenir ai mercati, imitazioni e paccotiglia così come in tutto il sud est asiatico. A Hoi An ce n’è per tutti i gusti.

Io vi consiglio Lotus Leaf, bottega e laboratorio. Stare a guardare l’artista che crea con materiali semplici libellule e delicati fiori di loto su raffinate tazze, bracciali e fermagli vale da sè il viaggio e un ricordo indimenticabile del Vietnam.

3 commenti su “Hoi An, la città delle lanterne

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