La Sicilia ha un cuore verde. Il Parco Naturale dei Nebrodi

Parco dei Nebrodi

La più grande area naturale protetta in Sicilia.

Un patrimonio naturalistico che abbraccia 24 comuni ricadenti in 3 province diverse, Messina, Enna e Catania. Un polmone verde stretto tra Etna e Mar Tirreno.

Ѐ il Parco Naturale dei Nebrodi, Area Protetta dal 1993. Tutto da scoprire grazie all’Ente Parco, lungo percorsi di infinita bellezza.

Un racconto in più capitoli che ci gusteremo pian piano. Ecco il primo.

Vivere il Parco Naturale dei Nebrodi. Il Lago Maulazzo
Vivere il Parco Naturale dei Nebrodi. Il Lago Maulazzo

Biviere e Maulazzo. I laghi superstar

Partiamo dal cuore, partiamo dai laghi Biviere e Maulazzo. E lo facciamo con un itinerario che parte dalla statale 289 San Fratello/Cesarò. Per raggiungerla prenderemo la A20 con uscita Sant’Agata Militello e la percorreremo sino al bivio di Portella Femmina Morta.

Dal mare sino alla cima più alta del Parco dei Nebrodi, il Monte Soro, con i suoi 1847 metri, attraversando piccoli borghi dai tempi lenti che lasciano il passo ad ampie vallate e radure ricoperte di mirto e lentisco.

Solo fino ad un certo punto però. A lecci e roverelle subentrano le immense faggete che coprono tutto il crinale dei Nebrodi per più di 10.000 ettari. Alcuni rari esemplari di acero montano, acero campestre e frassino, a cui fanno da cornice agrifoglio, biancospino e pungitopo.

Da Portella Femmina Morta, dopo pochi chilometri, il primo a presentarsi è il lago artificiale di Maulazzo, circondato dai faggi di Sollazzo Verde.

Realizzato negli anni ’80 dall’Amministrazione Forestale della Regione è oggi un’oasi di bellezza, con paesaggi che cambiano ad ogni stagione.

La strada principale costeggia parte del lago e prosegue sino al Biviere con un percorso di circa 6 chilometri. Lo scenario cambia ripetutamente: pascoli, piccole radure, ampie porzioni di bosco. Ci si ferma ad una fontana per riprendere fiato, davanti una piccola edicola votiva sul ciglio della strada, sotto un albero dove i primi funghi della stagione fanno capolino.

Lungo il percorso tra Maulazzo e Biviere
Lungo il percorso tra Maulazzo e Biviere

Non è difficile incontrare mucche al pascolo e meravigliosi esemplari di cavallo sanfratellano allevati allo stato brado.

Poi si presenta lui, il Biviere, con una superficie di 18 ettari e un ecosistema prezioso. Casa di cavalieri d’Italia e aironi cenerini, folaghe, martin pescatori e merli acquaioli. Un susseguirsi di colori e sfumature diverse.

La strada è sterrata e frequentata per lo più da rare jeep. Ci sarete solo voi e il <silenzio rumoroso> della natura. Ci avete mai fatto caso a quanti suoni diversi ci sono in un bosco?

Non dimenticate scarpe da trekking, acqua, magari uno spuntino e perché no, un pratico cappello se ci andate in estate.

Avete mai ascoltato la voce del bosco?
Avete mai ascoltato la voce del bosco?

Col naso all’insù. Nel regno del grifone e dell’aquila reale

Sollevate di tanto in tanto lo sguardo: se siete fortunati potreste avvistare un nibbio reale o una poiana. E forse, perché no, l’aquila reale. Il suo regno, le aspre Rocche del Crasto, non sono lontane.

Così come Alcara Li Fusi, Longi e Militello Rosmarino, i borghi a poca distanza dai quali è tornato l’avvoltoio grifone grazie ad un progetto di reintroduzione promosso dall’Ente Parco nel 1998 con alcuni esemplari provenienti dalla Spagna.

Un'immagine straordinaria del nido di un grifone. Foto Parco dei Nebrodi
Un’immagine straordinaria del nido di un grifone. Foto Parco dei Nebrodi

Oggi la colonia di grifoni della Valle del Rosmarino cresce e popola le pareti a strapiombo delle Rocche del Crasto. Per saperne di più, raggiungete l'”Area del Grifone” nella periferia del paese di Alcara Li Fusi, in contrada Grazia, con il suo punto informativo creato dall’Ente Parco e gestito dai volontari  dell’Associazione Ambiente Sicilia.

Sapevate che il grifone è un animale <fedele>? Specie monogama, sceglie un compagno per tutta la vita, nidifica sui costoni rocciosi e depone un solo uovo all’anno di cui si prende cura con infinita attenzione. Il pulcino sarà coccolato da mamma e papà sino al primo volo, dopo circa 120 giorni di nido.

Biodiversità, un patrimonio da tutelare

Si chiama Banca Vivente del Germoplasma Vegetale ed ha un unico scopo: preservare e tutelare specie e vecchie cultivar tradizionali che rischiano di scomparire per sempre.

Parco Naturale dei Nebrodi. Bellezza da salvaguardare
Parco Naturale dei Nebrodi. Bellezza da salvaguardare

Si trova in c.da Pirato a Ucria circondata dal Giardino dei Semplici, dedicato al botanico nebrodense Bernardino da Ucria. Creata dall’Ente Parco dei Nebrodi con il supporto tecnico e scientifico dell’Università di Palermo, Dipartimento di Scienze Biologiche, ospita un laboratorio biologico per la tutela e la moltiplicazione di specie indigene endemiche dei Nebrodi e campi di collezione di diverse piante in pericolo di estinzione.

San Marco d’Alunzio. Borgo più bello d’Italia

Il titolo di borgo tra i più belli d’Italia se lo merita ampiamente. Piccolo, raccolto, con un tesoro ad ogni vicolo.

Più di venti tra chiese e musei, una storia antica che parla greco, romano, normanno. L’antica Alòntion greca divenne Haluntium con i Romani, Demenna con i Bizantini, San Marco con i Normanni. Fu proprio Roberto il Guiscardo che vi si insediò nel 1061 e fece costruire il castello  di cui oggi rimangono solo alcuni ruderi, tutelati e valorizzati e oggi punto di attrazione del borgo.

Sul Tirreno. Il Tempio d'Ercole a San Marco d'Alunzio
Sul Tirreno. Il Tempio d’Ercole a San Marco d’Alunzio

San Marco d’Alunzio vede rosso. Nelle sue chiese, per le strade, cercate il rosso, quello del prezioso marmo di cui è ricca la zona. Anche l’antica fontana di piazza Aluntina realizzata nel 1897 è in marmo rosso, così come la scalinata che la sovrasta. Su entrambe l’altare della Madonna del Lume.

San Marco d'Alunzio. Una storia antica che parla greco, romano, normanno
San Marco d’Alunzio. Una storia antica che parla greco, romano, normanno

Vicino uno degli ingressi del borgo alcuni artigiani locali hanno realizzato un bassorilievo dello stesso materiale che racconta San Marco d’Alunzio e la sua storia.

Sulle tracce di Ercole. Non dimenticate il Tempio di Ercole, un antico tempio greco del IV secolo a.C. dedicato ad Ercole trasformato in chiesa cristiana nel Medioevo.

Alle sue spalle, San Marco d’Alunzio si tuffa nel blu del Mar Tirreno dove nitide si stagliano le isole Eolie.

Santo Stefano di Camastra. Ceramiche con le ali

E’ la Città della Ceramica, con una tradizione antica e un animo vocato al bello e alla tradizione. Santo Stefano di Camastra, al confine con la provincia di Palermo, si affaccia sul mare e le sue ceramiche sono una festa per gli occhi: nelle insegne, sui numeri civici, sopra panchine e cornicioni.

Santo Stefano di Camastra. Pezzi e tonalità della tradizione ma non solo
Santo Stefano di Camastra. Pezzi e tonalità della tradizione ma non solo

Pare che qui, già al tempo degli arabi si lavorasse la preziosa ceramica e a partire dal secolo XVII le mattonelle maiolicate di Santo Stefano di Camastra diventano vanto e fiore all’occhiello. L’ex dimora del Duca di Camastra, odierno Palazzo Trabia, è sede del Museo della Ceramica e custodisce tradizione e pezzi unici.

Oggi la Statale che taglia il paese è un susseguirsi di botteghe storiche e laboratori dove la tradizione si alterna a nuove figure e tecniche di lavorazione. Ai colori classici – il verde rame, il gialloarancio, il blu cobalto, il rosso e il manganese –  si affiancano nuove tonalità più moderne e contemporanee.

La Matrangela, la Madre degli Angeli. Che porti luce. E pace. E serenità
La Matrangela, la Madre degli Angeli. Che porti luce. E pace. E serenità

Cercate le Teste di Moro che tradizione vuole siano ispirate all’amore disgraziato tra una bellissima fanciulla siciliana e un giovane moro. Acquistate una Pigna siciliana, augurio di felicità e benessere. Scoprite la storia della Matrangela, la statuina alata, tipica produzione di Santa Stefano di Camastra.

La madre degli angeli ha quasi sempre sul dorso un porta candela. Porta con sé la luce, la pace e la serenità. Regalarla significa augurare fecondità e prosperità. Simbolo ancestrale femminile, sarà custode di grazia e bellezza nelle vostre case.

Si ringrazia l’Ente Parco dei Nebrodi per la gentile collaborazione.

Parco dei Nebrodi. Lago Biviere
Parco dei Nebrodi. Lago Biviere

3 commenti su “La Sicilia ha un cuore verde. Il Parco Naturale dei Nebrodi

  1. Pingback: Sicilia. Parco dei Nebrodi. Parco delle meraviglie – viaggimperfetti

  2. Pingback: Eccellenze in Sicilia. La Paisanella a Mirto. Il Suino Nero dei Nebrodi come natura vuole – viaggimperfetti

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