Cina. Xi’an. 144 Bei Yuan Men

144 Bei Yuan Men a Xi’an.  Poche righe sulla Lonely Planet e una curiosità scimmiesca di scoprire di cosa si trattava. Ci abbiamo visto giusto: la dimora di Gao Yue Song, un Mandarino della dinastia Ming del diciottesimo secolo è un piccolo tesoro. Arrivarci non è stato facile perché il “sito storico meglio conservato nell’area Asia Pacifico – premio Unesco 2002” è nascosto in una giungla di bancarelle, venditori ambulanti, risciò e tuktuk che sfrecciano nel quartiere musulmano, un intreccio di stradine nel cuore di Xi’an sino alla magnifica Torre del Tamburo.

Ci siamo arrivati dopo aver chiesto al venditore di mapo tofu , un piatto a base di tofu e chili piccante del Sichuan, a quello che sulla bancarella teneva in fila vasetti di yogurt blu e bianchi tanto belli da sembrare porcellane, svirgolando in un vicolo largo pochi metri su cui si affacciano incredibili botteghe di “falsi cinesi”. E per falsi cinesi non intendo Nike e Vuitton ma piatti Ming, ceramiche, timbri in giada, statue del Buddha e busti di Mao, libretti rossi, carta di riso e scatole per il the. I cinesi sono insuperabili nel ricreare pezzi autentici, capaci di riprodurre una crepa minuscola e persino l’incrostazione di terra sporca che rievochi la patina del tempo.

Poi, finalmente, la casa di Gao Yue Song, appena un ingresso anonimo sulla strada. Dentro, quasi cento stanze, un mondo parallelo lontano dal caos della strada, pace e verde in ambienti in mattoni e legni intarsiati. Lanterne rosse al vento e il canto di un  merlo in gabbia. In ogni ambiente l’impressione di rivivere il tempo di Gao Yue Song, che arrivò secondo agli esami imperiali per diventare funzionario del Celeste Impero e la cui famiglia, per sette generazioni, occupò posizioni ufficiali a Palazzo Reale.

Oggi la casa è gestita da un’associazione che organizza mostre, cura una sala da the dove ho bevuto e comprato Oolong Tea: piccoli grani che nell’acqua bollente si aprono e tornano foglioline di the aromatico e profumato. Nell’aria c’è solo il richiamo del muezzin della vicina moschea e le voci dei protagonisti del teatro d’Ombre allestito nella dimora di Gao Yue Song.

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