Marzamemi/Feudo Ramaddini. Qui il vino profuma di mare

Qui una volta c’erano gli antichi magazzini del vino. Il Siracusano, così come tutta la Sicilia, produttore di un vino robusto, da mescita, spediva grandi quantità di mosto in giro per il mondo. Le navi, a largo di Marzamemi, aspettavano il prezioso carico che arrivava attraverso condotte costruite appositamente. Al Feudo Ramaddini le condotte le chiamano “vinodotti” e puoi ancora vederle partire dall’azienda e arrivare lontano, all’orizzonte, verso il blu. Così come puoi vedere le antiche ed enormi botti dove veniva sistemato il mosto appena pigiato al vicino palmento Rudinì. Antichi utensili, strumenti coperti dalla patina del tempo.

Nessuno usa più i vinodotti o le botti dal fascino antico. Stanno lì per ricordare un pezzo di storia e tradizioni che oggi hanno lasciato il passo e si sono evolute in una realtà vinicola d’eccellenza. I vigneti del Feudo Ramaddini crescono su terreni che da Noto scendono piano verso il mare e ne conservano il profumo. Un terreno calcareo, quasi sabbioso, il sole caldo di Sicilia. Grillo, Nero d’Avola, Catarratto, Moscato bianco, vitigni autoctoni alla base di etichette da provare durante le visite guidate giornaliere e gli eventi che al Feudo Ramaddini – vignaioli indipendenti FIVI, sinonimo di autenticità e passione per il territorio –  organizzano in cantina.

 

 

I miei preferiti: il Patrono, nero d’avola perché ti si racconta piano piano ma già al primo sorso ti regala tutto il suo profumo ; il Nassa, Grillo Doc, perché nel suo colore e nella sua freschezza c’è il profumo dell’estate di Sicilia alle porte; il Al Hamen doc, moscato passito di Noto, perché per farlo così ogni chicco, raccolto a luglio, è stato adagiato su cannizzi e coccolato al sole.

Non dimenticate di assaggiare il miele e un altro prodotto firmato Feudo Ramaddini che io ho trovato delizioso e che fa bella mostra nella mia cucina,  il Mosto Cotto di Nero d’Avola:  la cenere, durante un procedimento lungo ore, ne blocca la fermentazione e cannella e buccia d’arancia  ne bilanciano il profumo.

Prossimo appuntamento  organizzato e a cui Feudo Ramaddini  prende parte: il Val di Noto Wine tour. 26 e 27 maggio 2018. Quattro cantine siciliane – Cantina Marilina, Planeta, Terre di Noto e Feudo Ramaddini- in occasione di Cantine Aperte, un viaggio alla scoperta di un territorio e del suo vino.

Must di stagione. Le furlane veneziane

Cosa sono le furlane? Sono comode pantofole in velluto da sempre utilizzate dai gondolieri. La loro suola, una volta ricavata dalla gomma dei vecchi pneumatici delle biciclette, permette loro di non scivolare in barca.

Per tradizione ricavate da materiali di scarto, dalla suola alle tomaie, oggi sono un must have e vezzo dandy per chi ama essere à la page stando comodi: morbide babbucce in velluto, e non solo, in tutte le sfumature di colore che riuscite ad immaginare…

Singapore. Solo uno stop over al Changi?

 

Lungo stop-over a Singapore prima del prossimo volo? Approfittatene subito perché il Changi, l’aeroporto di Singapore, è un hub speciale, uno dei più belli al mondo, tra i primi ad aver offerto ai passeggeri in transito molto più che negozi e duty free.

Tanto per dirne una, al Changi avrete a disposizione un servizio doccia, trattamenti beauty & relax e, se non dovesse bastare, la possibilità di accedere ad una piscina con Jacuzzi.

I terminal sono grandi e luminosi, ciascuno con attrattive diverse e collegati da un comodo Sky-Train. Un giardino dedicato ai girasoli, un altro alle orchidee (siete a Singapore, non potevano mancare le orchidee che comunque sono disseminate ovunque, anche dentro l’aeroporto!!!) e un altro a tema cactus. All’interno del Changi c’è persino una piccola oasi dedicata alle farfalle e al loro ecosistema.

Per gli amanti dell’high-tech ci sono postazioni Play Station 3 e una Box Kinect Room per i patiti di sport. Persino un Movie Theatre attivo 24 ore su 24.

E se lo stop-over supera le 5 ore, non mancate la proposta migliore, a mio avviso, che il Changi vi fa: una gita gratuita in città per scoprire lo skyline di Singapore, una città stupenda, che merita molto più di uno stop-over.

Viaggi Pop Up. Spazi mini/grandi tesori tra i caruggi di Genova

Ancora un pezzetto d’Italia che va ad inserirsi nel patchwork in progress di questa sezione di viaggimperfetti.com: una mappa di angoli, piazze e strade – spazi mini – che prendono vita e regalano grandi tesori grazie a chi li conosce bene. Oggi è la volta di Genova: ci andiamo con l’amica blogger Selene, autrice di viaggichemangi.com

La magia di una delle città più antiche d’Italia nei suoi caratteristici vicoli, i caruggi, con tanti suggerimenti e i link ad altri post firmati da Selene su Genova.

“Un tempo parlare dei vicoli di Genova era complicato, la situazione nei famosi caruggi non era delle migliori e muoversi tra le strette stradine poteva essere pericoloso.

Oggi non è più così.

Nonostante alcune situazioni di disagio rimangano, i vicoli oggi sono sicuri e sono, in assoluto, una delle parti più caratteristiche della città. Se si viene in visita a Genova non si può perdere l’occasione di una passeggiata nei caruggi.

Un breve itinerario tra i vicoli di Genova

Partendo da Porta Soprana, una delle antiche porte della città di fianco alla quale sorge quella che si dice fosse la Casa di Cristoforo Colombo, si scende Salita del Prione e si arriva in Piazza delle Erbe.

Nella Piazza, spianata nel 1629, aveva sede il mercato della frutta e degli ortaggi. Oggi qui non c’è più alcun mercato, ma la Piazza è comunque sempre molto affollata, soprattutto durante le sere del weekend. Questo infatti è il centro della movida genovese.

La piazza è contornata da locali e birrerie. Io vi consiglio di fermarvi al Gradisca Café, dove sapranno consigliarvi uno dei loro ottimi cocktail o alla Gelateria Romeo Viganotti se avete voglia di qualcosa di dolce. A pochi passi dalla gelateria, c’è anche la loro Antica Cioccolateria: se siete amanti delle vecchie botteghe e, soprattutto, del cioccolato, non perdetevela!

Proseguendo da Piazza delle Erbe, si arriva in Via Canneto il lungo, un altro dei caruggi tipici della città. Tra botteghe genovesi e nuovi locali etnici, troverete un luogo dove il tempo si è fermato: la Bottiglieria Marchesa. Questo posto, conosciuto dai genovesi come il Bar degli Asinelli, è il luogo giusto per assaggiare il tipico aperitivo genovese: un vino bianco corochinato, chiamato, appunto, l’Asinello.

Scendendo verso il Porto Antico, opera urbanistica del famoso Renzo Piano, arriverete nei pressi della Casa del boia. Se avrete la fortuna di trovarla aperta, i ragazzi della Compagnia del Mandraccio vi racconteranno la storia di questo luogo e della Genova antica.

Proprio sopra l’edificio troverete uno dei migliori locali dove mangiare piatti tipici genovesi: Cavour 21.

Il vostro giro nei vicoli di Genova, però, non è finito! Passeggiando sotto i portici, oltrepassando Palazzo San Giorgio, la prima banca d’Italia, arriverete in Sottoripa. Sullo sfondo del famosissimo Acquario di Genova, incontrerete le migliori friggitorie della città: ottima soluzione per un pranzo veloce.

A questo punto salite per Via Lomellini fino ad arrivare in Via Garibaldi. Questa, chiamata anche Strada Nuova, è una delle vie più importanti per la storia genovese. Qui hanno sede i più maestosi Palazzi dei Rolli, cioè quegli edifici che, durante il periodo della Repubblica, erano adatti ad ospitare le più importanti personalità in visita a Genova, compresi papi ed imperatori.

Palazzo Rosso, Palazzo Bianco e Palazzo Tursi oggi sono tre bellissimi musei e proprio in quest’ultimo è conservata la magnifica Maddalena Penitente di Antonio Canova, purtroppo poco conosciuta.

Per terminare il vostro giro tra i vicoli di Genova, dopo aver percorso interamente Via Garibaldi, arriverete in Piazza Fontane Marose: da qui potrete ritornare nei caruggi attraverso Via Luccoli. Il vicolo incontrerà, ad un certo punto, un altro caruggio: Vico Casana. Qui ha sede ancora una delle botteghe storiche genovesi: l’Antica Tripperia di Vico Casana resiste, qui, da secoli.

Se la trippa non è il vostro forte, poco più giù, in Piazza di Soziglia la Confetteria Pietro Romanengo fu Stefano, saprà certamente affascinare voi e i vostri palati!

Questo è solo un assaggio di quello che troverete nei vicoli di Genova: c’è molto altro ancora! Intanto spero di avervi incuriositi!”

Selene Scinicariello

LINK UTILI AD ARTICOLI SUL BLOG

L’Asinello (l’aperitivo genovese): https://viaggichemangi.com/italia/asinello-tipico-aperitivo-genovese/

L’Acquario di Genova: https://viaggichemangi.com/italia/visita-allacquario-di-genova/

Antica Tripperia: https://viaggichemangi.com/food-and-wine/trippa-alla-genovese-tripperia-vico-casana/

Maddalena Penitente di Antonio Canova: https://viaggichemangi.com/arts-culture/maddalena-penitente-canova-genova/

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Cappella degli Scrovegni. La meraviglia vale l’attesa. Sosta a Padova

 

 

 

Da qualche tempo ci sono delle piccole regole per godere della Cappella degli Scrovegni: se volete visitare questa meraviglia tutta italiana occorre prenotare e farlo con largo anticipo, presentarsi 45 minuti prima della visita, preventivamente concordata, e munirsi di un pò di pazienza. Quando sarà il vostro turno, vi si chiederà di attendere a porte chiuse per 15 minuti in un’area di “compensazione” all’interno del CTA  – corpo tecnologico attrezzato – una sorta di polmone in grado di stabilizzare il micro clima all’interno della cappella ed impedire ulteriori danneggiamenti dei capolavori che nel corso degli anni troppi visitatori e l’assenza di regole e tutela hanno causato.

Non impressionatevi…sembra complicato ma in realtà non lo è affatto: la sala di compensazione è a vetri e immersa nel verde e nei 15 minuti previsti avrete modo di scoprire la storia della cappella con un simpatico video. Una volta dentro, l’attesa sarà ripagata da uno spettacolo grandioso: le pareti interne della cappella trasformate dal genio di Giotto in racconto senza tempo del Vecchio e del Nuovo Testamento, con il Giudizio Universale e la morte e resurrezione del Figlio di Dio. Colonne di marmo dipinte che sorreggono la volta diventata cielo stellato di un blu difficile da dimenticare, riquadri con le storie della Vergine e di Cristo, i sette Vizi e le sette Virtù con figure allegoriche. Solo due anni, dal 1303 al 1305 per creare tanta bellezza e appena 15 minuti per ammirarla e prendersene cura.
A Padova dove vado a dormire?
b&b Scrovegni, via Porciglia 18. Un palazzetto del 1600 ristrutturato nel 2014, camere dal design moderno e confortevole con travi a vista o soffitti affrescati. Una sola notte nella camera del primo piano, l’ Azzurra, deliziosa, e splendidi ricordi legati alla visita della città e della Cappella degli Scrovegni, a pochi passi. E poco più oltre le piazze delle Erbe e della Frutta, il palazzo della Ragione, Palazzo del Bo con la cattedra di Galileo Galilei e il teatro anatomico e tanto altro ancora…mi sa che ci viene fuori un altro bel viaggio pop up
E un posticino per una cena speciale?
Gourmetteria in via degli Zabarella 23. Eccellenze del territorio e prodotti stagionali. Il Veneto a tavola: dal prosciutto Berico Euganeo alla Sopressa Vicentina, dall’Asiago di malga alla Casatella trevigiana. Un menu ricco e vario con un elenco completo dei presidi slow food e dei produttori da cui vengono selezionate le materie prime. Tanti piatti della tradizione reinterpretati: dai bigoli in salsa con acciughe agli gnocchi con la zucca passando per i cappellacci ai porcini con tartufo nero e salsa all’Amarone. Tartare di selvaggina e oca in onto. Birre artigianali e vini del territorio.
Da provare la pizza veneta, una sottile focaccia a base di mais farcita con gli ingredienti che rappresentano le sette province venete.
E se volete portarvi a casa i sapori della Gourmetteria, tra una portata e l’altra fate un po’ di spesa: qui si mangia ma si possono anche acquistare tanti prodotti e utensili per cuochi gourmet. E magari scegliere uno dei corsi proposti per usarli al meglio!

Il profumo della carta. Libreria Acqua Alta

E’ considerata una delle librerie più belle al mondo e di sicuro è una delle più “instagrammate”. Pile di libri ovunque accatastati uno sull’altro, appoggiati su mensole e librerie, riposti in tinozze di legno e persino dentro una vasca da bagno.

Siamo a Venezia, libreria Acqua Alta, Castello 5176/b, un luogo imperdibile –  anche se ormai meta di turisti e curiosi –  per chi ama l’odore della carta, il piacere di sfogliare testi a volte un pò ingialliti e fuori catalogo.

Il micio “di casa” si aggira tra la cassa e le sale della libreria zampettando allegramente sulla gondola sistemata al centro della libreria, Cartoline d’epoca, mappe di Venezia, tante riviste e giornalini. Ho preso una copia di Ventimila leghe sotto i mari che mi ha riportato indietro nel tempo e mi sono rifugiata nel minuscolo salotto che, alla libreria Acqua Alta, hanno sistemato accanto una porta che da direttamente su un canale di Venezia. Fuori il rumore dell’acqua e lo sciabordio delle gondole lente.

#saporeantico #comeunavolta

 

 

Nebrodi. Street art a Frazzanò

 

 

 

 

C’è pace e silenzio a Frazzanò, piccolo borgo collocato nel parco dei Nebrodi, Sicilia, provincia di Messina. Il paese ci metti poco a percorrerlo, i ritmi sono lenti, tutt’attorno verde a perdita d’occhio. Oggi però al rumore di una ape che svolazza e al rintocco delle campane si è aggiunto un rumore di fondo nuovo, quello di rulli, aste, pennelli e bombolette dei cinque street artist  che in questi giorni, e sino al 12 maggio, si stanno alternando per rendere unici i muri del paese nebroideo: 270mq di superficie suddivisi in 26 grandi riquadri collocati su 4 superfici murarie.

Noto subito il lavoro di Ampparito, artista urbano madrileno, che ha già completato la sua opera. Le ultime notizie su Ampparito ci portano dall’altro lato del mondo, in Nuova Zelanda dove a Christchurch, colpita dal terremoto nel 2011, ha realizzato un enorme cuscino che poggia su una parete a cui manca un pezzo. Le grinze che si formano sono le sofferenze vissute e l’obbligo di doversi piegare a ciò che non possiamo controllare. Lo stesso realismo – figure semplici, comuni – misto ad astrazione – distanze e dimensioni alterate, lo ritroviamo qui a Frazzanò dove grandi chiodi ricoprono lo spazio su cui ha lavorato.
Il secondo street artist al lavoro è Ricky Lee Gordon: i suoi murales ricoprono i muri di mezzo mondo: Istanbul, New York, Katmandu, Bali, Berlino da dove sono appena tornata e dove non ho avuto il piacere di ammirare il suo lavoro. Qui, a Frazzanò ho il privilegio di vederlo all’opera e me lo godo a lungo. Mi vien da ridere quando chiede a me di mandargli le foto che ho scattato. Devo essergli sembrata un pò tonta perchè, emozionata, ho digitato lettere a vuoto per un bel pò prima di trascrivere i riferimenti corretti. Il muralista annoverato dal National Geographic tra i migliori 11 street artist al mondo è ora alle prese con la sua creazione a Frazzano’: lo trovate  nella parte finale del paese vicino la fontana.
Poco distante incontro Emanuele Poki, catanese: gli chiedo cosa sta realizzando: nei suoi murales c’è la pietra calcarea dei Nebrodi. L’elemento naturale scansionato e rappresentato in sezioni e angolature diverse. Ogni riquadro una sezione diversa. Me ne piace ogni dettaglio. La Sicilia  lo definisce lo street artist “gentile”. Hanno ragione: Emanuele è un ragazzo riservato ma garbato e quando mi racconta il perchè della pietra dei Nebrodi come soggetto del suo lavoro a Frazzanò, del suo identificare la pietra col territorio, di voler sempre e comunque raccontare i luoghi in cui “inserisce” la sua arte, ha una luce speciale nello sguardo, autentica passione. E poi è un viaggiatore…vuoi che non mi piaccia?
Il quarto artista è Alleg, street artist abruzzese, con collaborazioni in attivo con alcuni tra gli artisti urbani più noti sulla scena nazionale, pronto a  partire con la sua opera nei prossimi giorni a Frazzanò.
Il quinto è Davide DPA, di Lecce, famoso per la sua “poesia d’assalto”. Poesia in strada e nei luoghi in abbandono da riqualificare. L’ho trovato al lavoro sui muri del paese con uno dei suoi messaggi di street poetry.  Che messaggio ha scelto per Frazzanò? “Qualsiasi forma di ordine convive con infiniti disordini”. Come dire: me ne sono innamorata.
Per continuare a seguire i street artist al lavoro  ed ammirare le opere  completate il sito è 
Gran finale sabato 26 maggio.
Piccolo break: un posticino
Riprendete la Messina Palermo direzione Messina. Uscite dall’autostrada a Brolo e seguite le indicazioni per Ficarra, un gioiellino sui Nebrodi. Il borgo è delizioso e se vi è venuta fame fate un salto Al Boschetto : cucina casalinga, un panorama meraviglioso, prodotti a km O. Se ci andate in questo periodo, approfittatene per assaggiare le fave fresche cucinate in più varianti. Provate poi la pasta con il finocchietto selvatico, la salsiccia, l’uvetta passa…poi mi dite!

 

 

Un’ulteriore deviazione o forse un’idea per un albergo…ma è un albergo?

Tornate in autostrada, stavolta in direzione Palermo, e uscite a Tusa. La vostra destinazione è l’Atelier sul Mare, un museo albergo affacciato su un mare Bandiera Blu dove ogni stanza è un’opera d’arte realizzata da grandi artisti internazionali.  Capolavori unici che caratterizzano ogni piano e ogni angolo della crezione voluta dal mecenate Antonio Presti. E se pensate di passare da queste parti  intorno al 21 giugno ricordatevi del solstizio d’estate: sono certa che l’appuntamento  con la bellezza si rinnoverà anche quest’anno. Curiosi?