Mese: gennaio 2016

Budapest. Ho scoperto l’acqua calda

Non sono una trovata fotografica. I giocatori di scacchi immersi nell’acqua delle piscine termali di Budapest ci sono davvero. Li trovate alle Gellert tra colonne di marmo, statue e immensi saloni. O alle Szechenyi, nelle tre piscine esterne, impegnati a giocare su scacchiere galleggianti….

Macskajaj. Il lamento del gatto

Macskajaj. Una parola ungherese impronunciabile che sta per “lamento del gatto” o meglio post-sbornia, sbronza, ubriacatura, hangover. Insomma, se esageri con la palinka, l’acquavite ungherese, la mattina dopo ti svegli col gatto o giù di lì ed è tremendo…è capitato anche a me. Peccato…

Napoli. Riccia, frolla o Santarosa?

Una suora in un convento del 600 sulla costiera amalfitana, un avanzo di semola cotta nel latte, poche gocce di liquore al limone e frutta dell’orto. Come si fa a resistere ad un dolce nato per caso con una storia così? Ricce o frolle,…

27gennaio#Budapest#alberodellavita

Ne ho sentito il tintinnare prima ancora di vederlo brillare al sole. Ogni fogliolina argentata dondolarsi e suonare al vento freddo di dicembre lungo Dohany Utca a Budapest, nel quartiere ebraico. E’ l’Albero della Vita di Imre Varga, un maestoso salice piangente in metallo…

Chagall. Love and Life. Catania

Anni fa una persona speciale, a me cara, regalò al suo matrimonio un’immagine di Chagall. Una diversa per ciascun invitato. Le incorniciò, una per una, e le scelse pensando a chi avrebbe ricevuto quel dono. Mi viene in mente, oggi, all’improvviso, mentre gironzolo tra…

I gatti di Essaouira

I gatti di Essaouira sono belli grossi, ciccioni e col pelo lucido. Mangiano ogni giorno pesce freschissimo che i pescatori portano dall’oceano coi loro barconi, tra gli schiamazzi dei gabbiani e le urla dei venditori. Stanno spaparanzati al sole marocchino tra i chioschetti di…

Profondo blu metro. Napoli

Un tuffo nel blu in una stazione della metropolitana. Siamo a Napoli, in via Toledo, a due passi da piazza Plebiscito e dalla galleria Umberto I, nel cuore della città. Nel ventre della terra, come tutte le metropolitane delle grandi città, tra gallerie e…

Atlante. Quota 2000

Un’epifania a più di 2000 metri, tra le gole dei monti dell’Atlante, sulla strada che da Ouarzazate ci riporterà alla frenetica Marrakech. Il sole delle cinque inonda dall’alto le gole profonde. Il nulla. Né un filo d’erba, né un rigagnolo d’acqua. Solo pietre in…

Marrakech. Se Dio vuole sarà una splendida giornata

Con Jamal mi fermo spesso al mattino per scambiare una battuta prima di entrare in ufficio. Sta lì, per strada, credo da sempre, da una vita insomma. Con un italiano stentato mi da il buongiorno e mi saluta dicendomi “inshallah”… se Dio vuole sarà…

Roma da mordere. Tre posticini

Quante volte ci siamo lamentati di commessi sgarbati, negozianti e ristoratori a cui devi tirare le parole di bocca, cameriere con la puzza sotto al naso scostanti e maleducate? Mangiare fuori casa non significa solo buon cibo. Significa coccolarsi, imparare odori e sapori nuovi…

Piazza El Fna. Buona la prima

E’ un palcoscenico all’aria aperta piazza Djemaa El Fna. Messe in scena che cambiano ad ogni ora del giorno e della notte. Ricordo la mattina in cui abbiamo lasciato il Marocco. Avevamo il volo all’alba e ho chiesto al tassista di fermarci in piazza…

Riad Jana. Il cappello del mago

Siamo arrivati al Dar 73 nel tardo pomeriggio. Said, il gestore del riad ci ha offerto the e dolcini al miele. Ha fatto buio velocemente. Le mura di pisé della città vecchia a Marrakech si sono accese di viola, poi di rosso fino a scomparire…