Sicilia. Nel blu dell’Area Marina Protetta di Capo Milazzo

AMP - Area Marina Protetta Capo Milazzo
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Promontorio di Capo Milazzo. Dal 2019 Area Marina Protetta

Immagina una città sul mare di Sicilia.

Immagina che quella città si allunghi sull’acqua con una lingua di terra via via più sottile.

A strapiombo sull’infinito. Come un gatto che si stira al sole.

Dove il blu è elettrico e nelle cale e negli anfratti diventa turchese, verde smeraldo, acquamarina.

Quella città esiste, si chiama Milazzo e il suo patrimonio è la sua Area Marina Protetta di Capo Milazzo.

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Ѐ stata istituita nel marzo del 2019 e ricade nell’area del promontorio di Capo Milazzo e le due zone adiacenti che si sviluppano ad est e a ovest, stretto tra il golfo di Patti e quello di Milazzo.

Finis terrae, viene da pensare percorrendo in auto l’ultimo tratto prima di arrivare al Belvedere di Capo Milazzo, dove la terra sembra finire e il salto nel vuoto dà le vertigini. Oltre il faro, oltre l’ultimo lembo di terra piana trattenuta da ulivi antichi, inizia la discesa verso il blu.

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Sentiero di Ponente. Oltre il faro, dove la terra finisce e incontra l’acqua

Ѐ il sentiero naturalistico di Ponente, facile e godibile. Lo puoi fare col naso all’insù e il cuore leggero, ubriaco di ginestra e mirto.

Ed è il modo più semplice per godere dell’Area Marina Protetta lasciando le scarpe ai piedi, godendo del mare dall’alto, prendendo confidenza con l’acqua che qui abbraccia, cura.

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Funambola sul blu
Qui la natura è protetta

Quattro zone (A, B, Bs e C) – riserva integrale, generale, generale speciale e parziale. Zone che hanno diverse possibilità d’accesso e limitazioni nella fruibilità e un disciplinare rigoroso che regolamenta immersioni, ricerca scientifica, navigazione, pesca, turismo, ancoraggio.

Il mare qui e la natura che lo caratterizza è un dono e va tutelato e promosso con modelli di sviluppo sostenibili per l’ambiente.

Educazione e rispetto della natura sono le parole chiave per vivere l’Area Marina Protetta.

Mettete la testa sotto e capirete perché.

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Quanti blu conosci?
Sott’acqua. Meraviglie parallele

Chi ha avuto il privilegio di nuotare tra i maestosi ventagli di gorgonie rosse, gialle e bianche, pinne nobilis e stelle gorgone racconta di un paradiso appena sotto il pelo dell’acqua.

Banchi di barracuda, cernie, murene e saraghi popolano la Secca di Ponente e spugne e praterie di Posidonia vivono e proliferano a Punta Mazza e nella grotta conosciuta come Grotta Gamba di Donna. A nord della Secca di Ponente una vasta foresta di corallo nero.

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Finis terrae

E dove leggenda vuole che il Barone Baeli abbia organizzato un pranzo, uno scoglio piatto, la Tavola di Baeli, è ancora possibile incontrare il cavalluccio marino e il pesce pappagallo.

Una biodiversità importante e peculiare che va protetta per chi verrà.

La Baia di Sant’Antonio

Torniamo su, al principio del percorso di Ponente. Lo vedete all’orizzonte l’arcipelago delle Isole Eolie? E Punta Cirucco, Punta Mazza, la Baia di Rinella sulla destra? Su questo versante c’è un antico feudo che risale al Seicento dove ancora oggi si coltiva l’Ogliarola Messinese e Nocellara e si produce Mamertino, vino antico e DOC dalla storia leggendaria.

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La Baia di Sant’Antonio

Il percorso continua a scendere sino ad un altro pianoro. Qui potete scegliere se continuare sino al mare verso Punta Messinese o fare una deviazione e intraprendere un altro itinerario, quello che costeggia il mare sino al Santuario di Sant’Antonio. Lungo il cammino si incontrano i resti della Torre del Palombaro, una residenza estiva edificata nel 1895 da un aristocratico milazzese. Ci sono panchine in legno dove fermarsi e godere del panorama.

Oltre il paesaggio è mozzafiato e aperto sulla Baia di Sant’Antonio con la caletta delle Tre Pietracce e ciò che resta del vecchio borgo dei pescatori, la Tonnarella. Lontano, maestosa A Muntagna, l’Etna.

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Le Eolie all’orizzonte
Sino al blu. La Piscina di Venere a Punta Messinese

Un laghetto naturale conosciuto come Piscina di Venere sovrastato da quello che tutti chiamano <Viso di Pietra>, uno scoglio dalla particolare forma antropomorfa. L’acqua è cristallina, vira al verde, immobile su  grossi ciottoli di pietra bianca. Pochi metri oltre, ridiventa blu e si increspa.

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Laghetti di Venere

Ѐ il punto di arrivo finale, ci si arriva accompagnati da cespugli di euforbia, lentisco e ciuffi di cappero.

Accanto lo scoglio della Portella.

Continuate a giocare: lo vedete, scavato nella roccia, quello che tutti dicono sembrare un carciofo?

Oppure sedetevi dove più preferite e, in religioso silenzio, ammirate tanta bellezza.

11 commenti su “Sicilia. Nel blu dell’Area Marina Protetta di Capo Milazzo

  1. Cara Benedetta, sarà che penso che la natura sia pura poesia e perfezione, ma mi sono emozionata nel leggere questo quadro che hai disegnato con le parole parlando dell’Area Capo Milazzo.
    Rigogliosa ed opulenta nella sua macchia mediterranea, nei fichi d’india che cominciano a maturare e madre generosa nelle sue acque.
    Un altro pezzo di Sicilia che questa pandemia mi sta impedendo di gustare. Per fortuna la Sicilia non scappa!

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  2. Le mille meraviglie della Sicilia!
    Quando siamo stati sulla costa nord del messinese ci siamo resi conto che ancora non è turisticamente molto nota e abbiamo pensato che fosse un vero peccato…o che fosse la sua grande fortuna!
    Comunque l’Area protetta non l’abbiamo vista…che facciamo, torniamo?!

    Piace a 1 persona

  3. Posso esclamare “minchia”? Minchia che terra speciale la tua Sicilia! 😛
    Anche io come Simona mi sono emozionata, è stato un bell’alternarsi di parole e immagini, è evidente come quello con la tua terra sia un rapporto speciale, ma questo penso che riguardi tutti i siciliani.
    E comunque attenta… ci vuoi tutti in Sicilia? 😉

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