Sicilia. Capo Peloro. Lo Stretto di Mira Orba

FB_IMG_14671344047703,2 chilometri nel tratto più stretto.  Un “imbuto” che, stretto stretto a nord, si allarga piano piano fino al punto in cui la Sicilia perde di vista la Calabria e guarda al Mediterraneo. Siamo a Capo Peloro, punta estrema della Sicilia, Stretto di Messina.

Ci vedi sfilare ogni giorno feluche e luntri, le barche dei pescatori, veloci yacht ed imbarcazioni di lusso, e poi  i cargo, le infinite ed enormi navi container. Potresti stare ore lì a guardare senza annoiarti. Uno spettacolo a cielo aperto. Da casa mia sento ogni tanto le sirene delle navi crociera che arrivano  o lasciano lo Stretto. Quando passano capita che nascondano per qualche istante gli aliscafi e i traghetti,  “ i ferribott”, che fanno la spola con la costa calabra.

Ci sono giorni in cui il mare è così piatto da sembrare come fermo, immobile. Una lunga lastra di vetro blu. Poi lo guardi ancora un pò e vedi le correnti, i giochi d’acqua, le piccole e grandi onde che si formano al passaggio delle barche. Sotto quella lastra di vetro blu scorgi un mondo altro, una realtà parallela. “Sotto il pelo dell’acqua il ritmo cambia”, mi dice Giuseppe.

Giuseppe è un amico, un sub esperto, “malato” di mare che appena può corre in spiaggia per immergersi. Lui quel mondo lo conosce bene. Lo prendo in giro per ore quando mi dice che lo chiamano “Mira Orba”. Poi però resto incantata a guardare i suoi video.

Passione, entusiasmo, scoperta. Con le sue riprese, più vai giù, più lo Stretto ti svela i suoi tesori e cambia a ogni onda. Canyon sottomarini, foreste di gorgonie gialle e rosse, cernie, saraghi, ricciole, dentici, castagnole e pesci San Pietro.  Lo Stretto di Messina è luogo di transito di tonni, alalunghe, palamite, aguglie imperiali e pescespada, persino cetacei e capodogli. Non è difficile avvistare dalla costa gruppi di delfini che giocano in acqua.

“Ho avuto la fortuna di incontrarli durante le mie immersioni. Sono animali meravigliosi”.

Giuseppe mi spiega che lo Stretto ha regole antiche dettate dalle correnti, dalla luna, dalle maree. Bisogna sapere quando e dove andare…

“C’è un posto dove vado spesso. Un punto preciso, il mio preferito. Non mi delude mai. Ci scopro sempre qualcosa e  faccio incontri sempre nuovi”

“Bhè, qual è?”.

“Stai scherzando, non te lo dirò mai. Ogni pescatore ha i suoi punti segreti”.

Gli chiedo ridendo se almeno mi può raccontare dei “suoi incontri”. “Pesci fantastici. Lo Stretto ha una varietà incredibile e una gamma di blu infiniti. Una biodiversità unica al mondo. Sai, io scendo giù armato di fucile, ma spesso mi capita di restare quasi inebetito davanti esemplari pazzeschi. Come quella volta con una cernia dorata, un dotto. Ci siamo “guardati” a lungo. Potevi vederne e quasi sentirne il respiro, il movimento delle branchie, il colore cangiante nell’acqua. Hai una percezione diversa del mondo attorno a te sott’acqua. Impari la lentezza e ti godi la bellezza”.

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