Puglia. Metti una sera a Locorotondo. Marilyn Monroe e altre storie

Arriviamo a Locorotondo al tramonto quando la Valle d’Itria coi suoi trulli si tinge di rosso. Ce la godiamo piano piano Locorotondo, viuzza dopo viuzza, con le sue cummerse bianche, le case del centro storico coi tetti aguzzi che sembra quasi di stare in un paesaggio nordico e invece sei nel cuore di Puglia, quello dei paesini allattati, di un bianco candido dalla notte dei tempi, quando si pensava che la calce disinfettasse e tenesse lontane le epidemie.

Il nostro tavolo al U Curdunn, in via Dura 19, sarà pronto alle 21.30, non prima. Così c’è tutto il tempo per curiosare in ogni angolo e fare incontri speciali.

Ad aspettarci in piazza Vittorio Emanuele c’è Nunzia Maria Spalluto e la sua bottega Il Tempo Ritrovato. Dentro ci trovi ricami preziosi, filet, pizzi, capi all’uncinetto, frivolité come ama chiamarle lei. Gioco coi bracciali e le collane creati da Nunzia Maria mentre lei ci spiega che il negozio è nato per recuperare antiche tradizioni locali con il restauro di pezzi antichi, corredi oggi introvabili, ricami che il tempo ha quasi cancellato. Mi racconta del punto Margherita che le donne pugliesi ricamavano per creare stoffe impalpabili per coprirsi il capo in chiesa quando veli e pizzi erano troppo cari. Le chiedo se posso scattare alcune foto e lei mi risponde che è lì per far sì che del suo lavoro se ne parli affinché la tradizione non si perda. La signora Spalluto la lasciamo lì, coi suoi capelli candidi, seduta a ricamare appena fuori l’uscio della bottega nella piazza che ha già cambiato aspetto.

La sera è scesa e Locorotondo si è accesa di tanti luci calde che illuminano le strade e lasciano nell’ombra antichi portali  e archi in pietra. E’ una simpatica coppia del posto ad avvicinarci senza alcun motivo e a chiederci se abbiamo visto la minuscola chiesa di San Nicola del 600. “Non potete perderla. E’ stupenda. Se correte la trovate ancora aperta”. Non finiremo mai di ringraziarla quella coppia di cui non conosciamo i nomi perché San Nicola sarebbe rimasta un puntino anonimo sulla cartina di Locorotondo e invece ce la troviamo davanti, stretta tra le cummerse col tetto ricoperto di chiancarelle e il rosone nel timpano. Dentro una grande sorpresa: vicino l’altare in pietra e sotto affreschi antichi ci sono i pezzi della mostra Space of Humanity Marco Lodola & Vincenzo Mascoli.

Il colpo d’occhio è unico, un’esplosione di colori: pop art, plexiglass e luci al neon per il primo, Marco Lodola, con Marilyn Monroe e David Bowie che fanno l’occhiolino agli angeli in volo e ai musicanti dipinti sul soffitto, grandi tele con icone pop circondate da strappi e pubblicità apposte strato su strato per il secondo, Vincenzo Mascoli. Antico e moderno, sacro e profano.

Abbiamo ancora un po’ di tempo e raggiungiamo il “lungomare” di Locorotondo…sì, la gente del posto lo chiama proprio così anche se il mare a Locorotondo non c’è e il “lungomare” è un lungo viale, via Nardelli, che cinge il paese e l’arco formato dalle cummerse, quello che vedi all’arrivo da Martina Franca e dà a Locorotondo l’aspetto circolare, Locus Rotundus…

Via Nardelli è un susseguirsi di locali e pub che fanno musica fino a tardi ed è una festa continua con gente che canta a ritmo di chitarra. Se vi ci trovate, fate un salto al Docks 101, uno dei nostri preferiti.

Noi stasera non restiamo. Ci aspetta il Cardunn, nella nostra lista di posti speciali da tempo…ma questa è un’altra storia…

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