Lisbona. Io, Marta e Belém

Marta vive e lavora a Lisbona. Ha 20 anni, forse neppure, la pelle pulita e gli occhi freschi. Guida decisa un’Ape rossa e bianca per le strade del quartiere di Belém. Mi dice che studia Relazioni Internazionali all’Università di Lisbona e che per arrotondare accompagna i turisti come me dalla Torre di Belém, coi suoi pinnacoli burrosi sospesi sull’oceano Atlantico, sino al Monumento delle Scoperte o Padrao dos Descobrimentos, la caravella sul fiume dedicata a chi, tra il XV e XVI secolo cambiò il mappamondo. Bianco, grandioso con regine ed esploratori protesi verso l’ignoto.

Marta se vuoi t’aspetta e ti accompagna sino al Monastero dei Geronimiti, il Mosteiro dos Jeronimos, fondato nel 1501 per rendere omaggio alla scoperta della rotta per le Indie di Vasco da Gama. Lui riposa lì, nella chiesa di Santa Maria, con fiori, cherubini e rampicanti sul portale principale. Non entrate dall’ingresso principale però, passate dal chiostro,  bellissimo al mattino presto, e vi ritroverete al piano superiore della chiesa da dove potrete godere di un panorama grandioso: la chiesa e poi, in un angolo, la tomba di Vasco de Gama coi visitatori piccoli piccoli che lo guardano perplessi alla luce tremolante delle candele.

Chiedo a Marta se vale la pena di fermarsi alla famosa Antiga Confeitaria de Belem, oggi Pasteis de Belém, in Rua de Belém. Se è proprio vero che i pasteis de nata, i pasticcini alla crema di Lisbona, come li fanno alla Antiga Confeitaria, con un ingrediente segreto dal 1837, proprio non li fanno da nessuna parte. Marta annuisce convinta e ha ragione perché seduta al mio tavolo in una delle sale della Confeitaria, tra le pareti ricoperte di azulejos bianchi e blu, io di pasteis di nata ne ordino una dietro l’altra e non vorrei fermarmi più.

Calde, con la crema gialla e la sfoglia croccante, un velo leggero di cannella. Odore di burro e di cose buone nell’aria. Le donne al lavoro con le pastellette stanno indaffarate con gli stampini dietro le cucine a vetri. Sistemano la pasta sfoglia nelle piccole formine una a una e poi giù la crema voluttuosa. I pasteis de nata a Lisbona sono ovunque, in ogni bar, centro commerciale o pasticceria, ma qui a Belem sono speciali.

Scopro che in fondo a Lisbona ognuno ha il suo posto segreto dove comprare i pasteis de nata. Nei pochi giorni di soggiorno in città provo a trovare il mio e scopro che segreto non è perché c’è un gran viavai a tutte le ore. Parlo dei pasteis de nata della Manteigaria, in Rua do Loreto, Chiado, in un’ex fabbrica di burro.  Da gustare la sera, sino a notte fonda, quando il Bairro Alto si anima con le sue tascas, le trattorie o i locali in cui si suona il fado. O al mattino presto, quando Lisbona comincia a svegliarsi e in Rua Do Loreto Manteigaria sta aperta. Poco distante, la statua di Pessoa, davanti il caffè storico la Brasileira, aspetta il prossimo turista per una foto ricordo.

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