China MUSTHAVE

Cosa occorre per essere davvero UP-TO-DATE nella terra del Celeste Impero?
Primo imperdibile musthave: asta estensibile con Doraemon, Hello Kitty alla base (piu il pupazzetto è grande meglio è) per foto dalle angolature più impensabili e soprattutto per selfie, tanti selfie, infiniti selfie. I colorati bastoncini sono ormai estensione naturale del braccio di uomini, donne e bambini, nessuno escluso, che circolano ovunque fissando ostinatamente un punto preciso: lo schermo dello smartphone. Possono inchiodare senza preavviso per strada per un imperdibile profilo destro e passano interminabili minuti in prossimità di punti panoramici ed attrazioni turistiche per veri e propri set fotografici con tanto di trucco e parrucco. L’asta mania ha già oltrepassato i confini cinesi per raggiungere l’Occidente. Prezzi stracciati.
Secondo musthave: mollettine per capelli con timida fogliolina, farfallina, tubero o melanzana che dir si voglia, perpendicolari al cuoio capelluto. Puoi scegliere di farti crescere in testa una margheritina o un’imbarazzante carota. Ampia scelta. Articolo ancora non disponibile sui mercati europei.

L’INVENZIONE FUTURISTA A MESSINA-Museo Regionale

L’acciaio, la forza, il rumore.
Schiaffo, rombo, salto mortale. ..
Uhmmmm…non fa x me: troppo veloce, futuribile, esplosivo.
E Zang Tumb Zang Tumb mi ritrovo nello studio di Depero.
1919 Lui, sua moglie, un’operaia, un cardellino. Poche sedie, una manciata di metri quadri, i telai da cui nasce arte, cambiamento, pubblicità.
Stupore: Depero a Messina. Arazzi e cuscini avveniristici in una libreria sul viale San Martino.
Originalità Libertà Acrobatismo
Uhmmm…sento l’acre in bocca. ..sarà l’aspro della splendida copertina di Citrus, rivista della Camera Agrumaria di Messina. Si, Messina, proprio Messina.
Vado a farmi un Campari. ..futuristico
…e TENN TOC CRA CRA CrrR…

Hot Pot experience

Ok stasera hot pot per cena. So come si fa. Sono preparata. Entriamo in un localino di un hutong, i vicoli tipici di Pechino. Su ogni tavolo in bella mostra c’è il contenitore in rame dentro cui viene inserita la ciotola della zuppa mantenuta a bollore da un cilindro di carbonella incandescente. Una sorta di set x fonduta in salsa cinese. Scelto cosa si vuole mangiare, i singoli pezzetti di carne, pesce, tofu e verdura si buttano dentro fino a cottura ultimata. Sembra facile. Afferro un pezzetto di carne con le bacchette. In equilibrio precario raggiungo la ciotola della zuppa. Lo infilo dentro e aspetto paziente. Uuhm…sa di poco. Ed ecco che arriva l’urlo stridulo. È la cameriera che mi guarda inorridita. Si lancia verso il nostro tavolo. Con fare gentile scaracolla l’intero contenuto dei piatti nella zuppa. Con fare altrettanto gentile afferra le mie bacchette, poi un pezzetto di tofu che affoga in una salsina dal colore indefinito e che con fare decisamente gentile mi invita a mandare giù. Ce la posso fare. .. Uhm…è buono. ..davvero buono. La salsina ha una base di sesamo e porro ed è deliziosa. Mi cimento con spinaci e patate. Ci sono anche le bacche di goji e i germogli di soia. La cameriera mi guarda orgogliosa. Sembra mia madre. Persino i locali vicini di tavolo, prima compassionevoli, a tratti col sorriso stronzetto stampato, annuiscono convinti. È andata. Che hot pot sia.

China in our mind

Le immagini e i racconti del nostro viaggio in Cina condivisi con voi sono stati postati al rientro in Italia. Perché in Cina Facebook è oscurato, così come Google, Messenger o Twitter.
I cinesi si collegano a Baidu, comprano su Alibaba e condividono emozioni e racconti attraverso Weibo.
Diciamo che interdire l’uso di Facebook non è il peggiore dei limiti alla libertà di pensiero ma continuiamo a credere che il poter scegliere sia sempre una bella cosa.
Ci piace ricordare una Cina antica fatta di luoghi unici che pare stiano nuovamente cominciando a preservare. E da gente dai valori veri e tangibili, gente semplice e concreta.
Vogliamo credere in una Cina proiettata al futuro, quella dei grattacieli sì, ma anche quella del 798 Art District di Pechino, ex zona industriale in disuso, dove le persone condividono arte, idee, pensieri e magari una tazza di tè in uno dei tanti cafè tra una galleria d’arte e uno studio fotografico.

Sacro e profano – China toilet

Può un bagno per signore diventare luogo d’incontro e di scambio? Certamente. Accade ovunque, accade in Cina, dove le addette a bagni pubblici e privati, che siano presso templi o centri commerciali, numerosissime, lavorano, passano a fine turno per scambiare due parole con le altre, scambiano un lipstick chiaccherando del più e del meno…ininterrottamente.
Avete presente quella scena in Bridget Jones in cui la spumeggiante biondina si ritrova in una cella tailandese con decine di donne condividendo push up e starnazzando Like a Virgin?
Ho passato più del dovuto ai lavabo cercando di capire cosa dicessero e ridacchiassero con scarsi risultati. ..però che ridere e che spettacolo tra mocio e kleenex…fantastiche donne…

Doha women toilet-parte II

International Doha Airport Qatar
Trova le differenze
Cosa c’è di diverso tra le donne in fila ai lavabo? L’americana che si lava i denti, la malese che tenta di rifarsi il trucco, la giapponese che sciacqua energicamente il viso-sembra voglia staccarselo- l’iraniana coperta da capo a piedi e la sottoscritta che fissa con sguardo vacuo lo specchio?
NESSUNA
Cerchiamo tutte di nascondere occhiaie come solchi, capelli posseduti ed abiti stazzonati. Sbirciamo nello specchio della vicina di lavabo nella speranza di scoprire rughe più evidenti delle nostre. ..condividere sempre. ..
Piccolo suggerimento: se la vostra compagnia è la Qatar Airways e vi trovate qui a Doha per uno scalo bello lungo, correte a mettervi in fila al banchetto Qatar City Tour. Organizzano un giro di 3 ore a Doha completamente gratuito. Non dovrete pagare neanche il visto che di solito costa circa 36 dollari americani.
Unica raccomandazione: i posti sono pochi e si rischia-cosi come è successo a me-di sentirsi dire che non c’è più posto da una signorina davvero molto, molto simpatica. ..

Aggiornamento del 17 luglio 2018…le cose belle durano poco e sembra che il “completamente gratuito ” sia da cassare…peccato. In compenso ci sono più tour, più percorsi…e anche più possibilità di salire a bordo del bus!

Una teiera Yixing

Una teiera Yixing. Ecco cosa ho cercato oggi a Shanghai. Fatte con un’argilla speciale, la Zishayao, assorbono e trattengono l’aroma del the. Si dice che una Yixing molto usata possa persino fare una deliziosa tazza di the senza aggiungere il the.
L’ho trovata in una stradina di Nanshi, la città vecchia, in una delle tante botteghe polverose. Mi hanno aiutato a sceglierla una simpatica coppia di anziani che ci ha offerto una tazza di tè e con i quali, anche se a gesti, abbiamo scambiato sorrisi e battute.
La teiera l’ho scelta. Non sono certa sia una Jixing. Dovrebbe essere più ruvida. Ma è una teiera speciale scelta per un’amica speciale.

Lago Trasimeno

È presto. Sono appena le sei. Ma io sono sveglia e non mi voglio perdere lo spettacolo. Mi infilo un jeans e mi avvolgo nel telo doccia. Fa freddo qui.
E poi si comincia. Stesso canovaccio da sempre. Mai un errore. Un successo garantito. ..alba sui vigneti. Fantastica.
Tra poco inizia la vendemmia. Si comincia col bianco, poi sarà la volta del rosso.
Vado a farmi un caffè bollente, quello che ti scotti le dita mentre tieni la tazza tra le mani, la mia brodaglia preferita.
POSTICINO del CUORE:
Poste del Chiugi relais tra i vigneti
Petrignano del Lago-Lago Trasimeno.
Ti godi una piccola frazione di Toscana tra antichi cipressi nel silenzio della campagna.

Botero a Palermo. “Ma Gesù non è verde e ciccione!”

Esistono viaggi lunghi, week-end brevi, viaggi passati, presenti, futuri. Viaggi nei viaggi e viaggi che ti fanno andare lontano anche se resti a casa o a pochi chilometri dalla tua città.

La mostra di Botero, VIACRUCIS – la pasion de Cristo, mi ha portato a Palermo in un’assolata ed ormai estiva mattinata di giugno. Stavolta un tema religioso, la via crucis, con lo stile colorato, ironico ed impertinente di Botero. Poco impertinente, a dire il vero, stavolta. Se per impertinente passa un Giuda in abiti siciliani da mafioso ed una Maddalena in un succinto tubino rosso, impertinente la via crucis di Botero lo è. A me è sembrata straziante, triste e tanto attuale,  molto più di tante rappresentazioni classiche sul tema.

Giada, una bambina a me cara che a settembre inizierà la seconda elementare, sagace ed intelligente, mi ha detto che i quadri di Botero non le son piaciuti proprio perché “Gesù non è verde!… E non è neanche ciccione!”. Aggiungerei che generalmente non sta nemmeno crocefisso su Central Park e le guardie romane, di solito, hanno drappi rossi  e lance. Non indossano divise che ricordano le più atroci dittature e i più assurdi militarismi.

Piccoli, meschini, cattivi, appaiono in fondo alla tela, nell’angolo sinistro in basso, dipinte per metà, dal busto in su. Tengono una lancia lunga, lunghissima ed affilata con la quale, sadicamente, seviziano Cristo in croce, grande, maestoso, enorme, stoico. E quel Cristo appare ovunque: per le strade del mondo, davanti usci di case sbattuti e dietro cui spiano e si nascondono persone di tutte le nazionalità. Altri non vedono, altri spingono, si fanno folla, vogliono vedere, sapere, poter poi raccontare. Pochi si prestano a dare una mano d’aiuto.

Botero resterà a Palermo per tutta l’Estate e fino al 30 settembre. La mostra – prolungata per l’enorme successo avuto –  si trova all’interno del complesso monumentale di Palazzo Reale . Ne vale la pena. E’ un viaggio lungo, lunghissimo, in ogni angolo ed in ogni tempo del mondo…anche con un Gesù verde e ciccione.