Sicilia. Verde come Madonie

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Una Sicilia verde, anzi verdissima. La Sicilia delle Madonie.

Una terra che continua a stupire e ad incantare il viaggiatore con itinerari inediti e tesori inaspettati.

In questo percorso decisamente green e slow, un incontro speciale con i “patriarchi” delle Madonie, numi tutelari di questa splendida area.

Parco delle Madonie
Verde, verdissimo, verde Madonie

Madonie. Un’area protetta e amata

Area naturale protetta già a partire dagli anni Ottanta, il Parco Regionale delle Madonie comprende quindici comuni ricadenti nel territorio della Città Metropolitana di Palermo. Dalla Cefalù che profuma di mare e di reti da pesca, il Parco attraversa gioielli come Castelbuono e Geraci Siculo, abbraccia Isnello e il suo osservatorio astronomico Gal Hassin, eccellenza di ricerca e divulgazione, sale fin sulle vette più antiche e più alte di Sicilia, eccezion fatta per l’Etna, che spesso è ben visibile anche da qui.

Polizzi Generosa, Petralia Soprana e Sottana sono ad un passo, l’avveniristico MACSS, con la sua galleria di opere scolpite nel sale pure. Lo ospita la Italkali, miniera in piena attività di salgemma purissimo: dodici livelli, ottanta chilometri di gallerie, 400 metri di profondità nel “ventre” delle Madonie.

Parco delle Madonie
Isnello

E se qui il sale è frutto di secoli di movimenti e spostamenti della terra infinitamente lenti, anche nelle vicine Castelbuono e Pollina si pratica un’arte antica, la raccolta della manna dagli alberi di frassino, praticabile però, nell’arco dell’anno, in un lasso di tempo brevissimo e solo se precise e particolari variabili sono presenti.

Rara e preziosa, la manna è l’ingrediente principe di un buonissimo panettone prodotto a Castelbuono; lo sfoglio è invece il dolce che dovreste assaggiare a Polizzi Generosa e Petralia Soprana. Entrambi i borghi se ne contendono l’origine: poco importa dove sia nato, ciò che è certo è che il ripieno, a base di tuma, formaggio siciliano fresco, con zucca candita, cannella e cioccolato, risulta tanto particolare quanto goloso.

Parco delle Madonie
I vigneti della tenuta Abbazia Santa Anastasia, vicino Castelbuono

Lento lento ma velocissimo. La Targa Florio nelle Madonie

Ha fatto la storia dell’automobilismo, è diventata icona e simbolo di un’epoca in cui tutto sembrava ancora possibile. Nel 1906, Vincenzo Florio dà vita alla mitica Targa Florio e la trasforma in uno degli eventi di punta del calendario dell’élite palermitana, nonché ennesima dimostrazione del potere dei Florio.

Continuate la mia opera perché l’ho creata per sfidare il tempo” – diceva.

La “Cursa”, da allora, si è disputata anno dopo anno sino a diventare mito. Lo scenario in cui le auto di Albert Divo, Achille Varzi, Tazio Nuvolari, per citarne alcuni, hanno per anni sfrecciato, è proprio il Parco delle Madonie.

Gli alberi delle Madonie, i patriarchi verdi del Parco

Tempi lenti, dicevamo. Tanto lenti da trasformarsi in secoli. Gli alberi centenari delle Madonie crescono indisturbati da sempre: dimensioni eccezionali, aspetto fiabesco, i patriarchi verdi vegliano da secoli su valli e montagne del Parco. Guardiani fidati e silenziosi testimoni del tempo che passa, hanno visto scorrere popoli ed epoche.

La roverella in contrada Macchia dell’Inferno, in un bosco a quota 1344, poco distante da Castelbuono, è una delle più antiche d’Italia e si stima abbia mille anni. Potrebbe raccontarci persino dei Normanni che si preparavano a conquistare la Sicilia.

Parco delle Madonie
Guardiani silenziosi e testimoni del tempo che passa

Ci si arriva con un percorso ben indicato lungo la strada che porta al rifugio Crispi, a Piano Sempria. Dal rifugio, raggiungibile in auto (con un po’ di attenzione), parte poi un altro sentiero,  il sentiero Natura, percorribile a piedi, che permette di raggiungere i celebri agrifogli giganti. Sì, proprio così, agrifogli in Sicilia, più di trecento alberi di agrifoglio a quota 1400 metri. Tanto compatti tra loro da aver formato un vero e proprio bosco. Un intreccio incantato, quasi una cattedrale verde, con rami e foglie per tetto. Meraviglia e rispetto sono le prime parole che vengono in mente al cospetto di tanta bellezza.

Poco distanti aceri e querce secolari, un’altra roverella di 500 anni.

Parco delle Madonie
Dal rifugio Crispi sino a Piano Pomo

Infine, ancora un’immagine dal gusto nordico, l’Abies Nebrodensis, l’Abete dei Nebrodi che nulla ha a che vedere coi vicini Nebrodi ma, unico al mondo, cresce in rari esemplari, nelle contigue Madonie, in località Polizzi Generosa. Resti fossili qui, hanno dimostrato la presenza dell’Abies già 9.000 anni fa. Un’opera di ripopolamento in atto lascia ben sperare sulla sopravvivenza di questa specie oggi in pericolo.

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Piano Battaglia. Certi di essere in Sicilia?

Sembra Bambi, ma non è un cervo, bensì un daino ed è facilissimo incontrarlo nel Parco delle Madonie. Tanto facile da rendere necessario un piano di contenimento della popolazione che continua a crescere e a minacciare le colture e il delicato ecosistema madonita.

Parco delle Madonie
Piano Battaglia

Inutile dire che incontrare i daini, e a distanza abbastanza ravvicinata, resta un’esperienza che lascia a bocca aperta, piccini o meno. È facile che accada a Piano Battaglia, frazione del comune di Petralia Sottana, tra Pizzo Carbonara e Monte Mufara. Stazione sciistica in inverno, con un impianto di risalita e chilometri di piste, Piano Battaglia ha un cuore verde, con una splendida faggeta abitata anche da eleganti daini.

Parco delle Madonie
I daini di Piano Battaglia
Parco delle Madonie
Piccoli doni lungo il sentiero Natura

Piano Battaglia regala un’altra sorpresa, il lago di Mandria del Conte, conosciuto anche come lago di Piano Zucchi, piccolo ma di infinita bellezza. Facilmente raggiungibile, cambia ad ogni stagione: candido in inverno, quando la neve ricopre tutto e il lago è ghiacciato; di un verde smeraldo acceso in primavera ed estate; rosso, ocra, arancio, oro con gli abiti dell’autunno.

Basta solo rallentare e aspettare. D’altronde, nel Parco delle Madonie è solo questione di tempo.

Parco delle Madonie
Lago di Piano Zucchi

4 commenti Aggiungi il tuo

  1. Grazie mille Benedetta per averci fatto scoprire un angolo decisamente “insolito” della splendida Sicilia!
    Angoli che a prima vista sembrerebbero collocati in altre latitudini del nostro Bel Paese e che invece si trovano a pochi chilometri dallo splendido mare di quest’isola!

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    1. dettabroad ha detto:

      Ma grazie a voi. Sempre!❤️

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  2. So già che amerei le Madonie. Guardando le foto mi sono sorpresa nel vedere paesaggi che mai e poi mai mi sarei aspettata di trovare in Sicilia!
    Lascia senza parole il cuore verde della Sicilia

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    1. dettabroad ha detto:

      Immagina gli stessi scenari ricoperti di candida neve…dai che, forse, mi convinci a salire con te!😂😂😂

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