Bergamo. Un capolavoro italiano

Bergamo. Santa Maria Maggiore e il Battistero

Bergamo soffre, combatte e cura. Recita così il sito ufficiale del turismo bergamasco.

Bergamo capolavoro italiano, spesso poco conosciuto, oggi sulla bocca di tutti.

Un territorio straziato dal dolore e dalla malattia che qui, più che altrove, ha fatto strage e dove il silenzio, come il virus, è arrivato ovunque.

Nel silenzio la voce di chi alla finestra, avamposto di resistenza e di lotta alla guerra psicologica dell’isolamento, continua a vivere e a essere orgoglioso di un Paese che soffre, combatte e cura.

Nel silenzio, la rispettosa voce di questa <finestra> attraverso cui si vuole ricordare una Bergamo fatta di bellezza, arte, cultura, persone. Per tornarci al più presto e continuare e scoprire questo “capolavoro italiano”.

Donizetti. Icona bergamasca
Donizetti. Icona bergamasca

Bergamo Patrimonio Mondiale Unesco. Partiamo da un abbraccio

“Qual è la cosa che ti manca di più?”.

In molti, in questo momento che ci mette alla prova, risponderebbero:<un abbraccio>.

E in tema di abbracci Bergamo è campione e ha persino stabilito un Guinness World Record nel luglio del 2016 quando più di 11.000 persone si sono rese protagoniste della serie di abbracci più lunga della storia lungo le antiche mura che cingono la città.

L’evento fu organizzato per sostenere la candidatura Unesco delle “Opere di difesa veneziane tra XVI e XVII secolo. Stato de Terra – Stato de Mar”, dislocate lungo un percorso transnazionale che va da Bergamo al Montenegro passando per la Croazia.

Funzionò e la candidatura andò a buon fine. A partire dal 2017, Bergamo, insieme a Peschiera, Palmanova, Zara, Sebenico e Cattaro, può vantare il titolo di Patrimonio Mondiale dell’Umanità.

Le sue Mura Venete, riconosciute per l’alto valore artistico e storico, abbracciano da secoli la Città Alta, il centro antico di Bergamo e regalano chilometri di bellezza e panorami mozzafiato sull’intera valle e fino alle vette delle Alpi Orobie. Quattro le porte per accedere al centro storico: Sant’Agostino, Sant’Alessandro, San Giacomo e San Lorenzo, meglio nota come Porta Garibaldi da quando l’eroe dei due mondi passò da qui. Si faceva l’Italia.

Bergamo. Fontana Contarini
Bergamo. Fontana Contarini in Piazza Vecchia. Lo sentite il rumore dell’acqua?

Bergamo Città Alta. Le Mura Venete custodiscono incredibili tesori

Non è affatto grande. La si gira a piedi. Piano, godendosi ad ogni passo inestimabili tesori.

E’ la Piazza Vecchia a custodirne il numero maggiore. Qui si erge la Torre Civica, con i suoi cinquantadue metri di altezza in cima ai quali ammirare Bergamo tutta. La campana, il Campanone, memore di passati riti medievali, batte da sempre cento rintocchi. Ogni sera, alle 22.00 in punto.

Risale al 1100 il Palazzo della Ragione, la più antica sede comunale lombarda che un tempo ospitava le assemblee pubbliche di città, e che in seguito si trasformò in tribunale per poi cambiare pelle più volte, arricchirsi ad ogni evoluzione e divenire oggi splendido polo culturale.

Bergamo. Piazza Duomo
Bergamo. Piazza Duomo. In uno spazio assai ridotto inestimabili tesori

Nel 1798 si impreziosì di un orologio solare che, in sincrono con una meridiana scolpita nel marmo, segna il mezzogiorno e la data.

C’è poi, dall’altro lato della piazza la Biblioteca Angelo Mai coi suoi incunaboli e manoscritti. Al centro la fontana Contarini donata alla città nel 1780 dal podestà Alvise Contarini.

Piazza Vecchia prosegue in Piazza Duomo in un susseguirsi di sorprese e meraviglie presenti in uno spazio assai ridotto: il Duomo, la basilica di Santa Maria Maggiore, il Battistero, la Cappella Colleoni, dove riposa Bartolomeo Colleoni, condottiero del Quattrocento e figura epica bergamasca con la figlia prediletta Medea.

La basilica di Santa Maria Maggiore custodisce i resti di un altro ambasciatore di Bergamo, il compositore di fama mondiale Gaetano Donizetti le cui tracce sono ovunque in città. La casa natale, il Museo Donizettiano, il grande teatro a lui dedicato nella Città Bassa. E persino una morbida ciambella arricchita da ananas e albicocca candita e imbevuta di Maraschino che creò Alessandro Balzer nel 1948 in occasione del centenario della morte e che ancora oggi viene servita nello storico Caffè Balzer.

Polenta e osei. Morbido Pan di Spagna farcito e ricoperto di marzapane
Polenta e osei. Morbido Pan di Spagna farcito e ricoperto di marzapane

Il cibo è cultura. Il cibo è tradizione

Non fermatevi ai marmi policromi e agli affreschi. La storia di Bergamo è ad ogni porta e vetrina. Ogni bottega racconta chi Bergamo la vive e la ama. Da sempre. Gente fiera e custode della tradizione bergamasca. Quando le porte dei musei riapriranno lo faranno anche i bar storici, i forni, le pasticcerie, i ristoranti rivelando un percorso di storia e sapore.

 – La polenta

Partendo dal sapore franco di una buona polenta, cibo nato povero e oggi nei menu degli chef più conosciuti. Polenta prodotta coi migliori mais, il Rostrato coltivato a Rovetto, il Cinquantino di Stezzano, lo Spinato di Gandino, con cui mani esperte creano anche altri prodotti come la galletta che tutti chiamano Spinetta, o il frollino Melgotto, persino una birra, la Scarlatta.

 – I Casoncelli

Occorre arte e perizia per realizzare uno dei piatti più noti del Bergamasco, i Casoncelli, ravioli di pasta fresca ripieni di carne, piatto povero in principio realizzato per utilizzare gli avanzi, come spesso accade in cucina. Nel tempo si sono arricchiti di altri ingredienti come scorza di limone, amaretti, uva sultanina, pera. Ripassati in padella con burro, pancetta, Grana Padano e salvia sono un inno al piacere della gola. Le varianti a quanto pare sono infinite ed ognuna è ovviamente la migliore con l’aggiunta di erbe aromatiche, cotechino, pasta di salame, salsiccia. Vengono realizzati anche con carne di pollo e coniglio.

Non solo Casoncelli però ma anche Scarpinocc, Baloss, Scalmanacc. Ogni raviolo la sua forma, il suo ripieno, la sua storia…

 – Polenta e osei

Ne riproduce le sembianze ma non ha niente a che vedere con il piatto tipico a base di polenta. Si tratta di un dolce nato dalla fantasia di Alessio Amadeo con all’interno strati di Pan di Spagna con farcia di cioccolato, nocciola e liquore ricoperti da pasta di marzapane e decorato da uccellini di pasta di mandorle e cioccolato. Bello da vedere, buono da sbocconcellare. Le vetrine dei negozi a Bergamo Alta ne sono pieni.

 – La Stracciatella

Ancora un nome, ancora una storia. Parliamo di Enrico Panattoni, proprietario del bar ristorante La Marianna, che nel 1961 crea la famosa Stracciatella, il gelato a base di crema con pezzi irregolari di cioccolato fondente. Il nome lo deve alla Stracciatella alla romana: il cioccolato si spezza e si solidifica come l’uovo nel brodo bollente del celebre piatto italiano.

La Marianna c’è ancora e produce la Stracciatella originale come una volta: con autentiche macchine verticali, le Carpigiani L40, e ingredienti semplici e freschi.

 – Formaggi e Docg

Nove formaggi DOP: Formai de Mut, Taleggio, Bitto, Grana Padano, Gorgonzola, Quartirolo Lombardo, Provolone Valpadana, Salva Cremasco e Strachitunt.

La più piccola Docg italiana, il Moscato di Scanzo, un vino passito prodotto esclusivamente nel comune di Scanzorosciate con raccolta manuale e appassimento naturale su graticci in ambienti ventilati per un lungo periodo.

Un mondo da scoprire, anche per chi scrive, fatto di eccellenze e passione, con la promessa di un nuovo viaggio che stavolta porti a conoscere il lago d’Iseo, con la sua isola lacustre, Montisola; le cascate del Serio, centri dalla storia antica come San Pellegrino dove viene nasce l’acqua minerale imbottigliata e spedita ovunque nel mondo, con le sue terme e i palazzi Liberty o a Cornello dei Tasso, il borgo dove è nato il servizio postale. E tanto altro ancora…

La Città Bassa

Ovunque in Italia la meraviglia è dietro l’angolo e viaggia nel tempo. Accade che ogni epoca regali bellezza e Bergamo segue la regola.

Il Medioevo del Palazzo della Ragione, il Quattrocento del Colleoni, l’Ottocento di Donizetti e Garibaldi, il Novecento del Centro Piacentiniano, il cuore moderno della Città Bassa progettato ad inizio secolo dall’ingegnere Giuseppe Quaroni e dall’architetto Marcello Piacentini.  Furono loro ad ideare, dove prima si teneva la Fiera di Sant’Alessandro, il centro amministrativo e commerciale di Bergamo, con la Torre dei Caduti, il Credito Italiano, la Camera di Commercio, il Palazzo di Giustizia, la nuova sede delle Poste e Telegrafi, il porticato affacciato sull’antico Sentierone, da sempre luogo di incontro e di passeggio.

Dalla sala d'attesa della funicolare
Dalla sala d’attesa della funicolare. In veranda, per un caffè e un panorama mozzafiato

Il Teatro Donizetti, costruito alla fine del Settecento e in seguito intitolato al grande compositore bergamasco è a pochi passi; il Balzer, il caffè dove è nata la delizia a lui ispirata, assai vicino; via XX Settembre, colorata e allegra, dietro l’angolo.

Per raggiungere il Centro Piacentiniano non prenderemo una macchina del tempo ma la funicolare perché a Bergamo una visita che si rispetti non può dirsi conclusa senza averci fatto un giro. Da 120 anni collega la Città Alta con la Città Bassa, regalando una veduta su Bergamo dalla veranda della sala di attesa che è anche punto ristoro.

Infine, ed è l’elenco assai approssimativo di chi a Bergamo ha ancora tanto da scoprire, l’Accademia Carrara, pinacoteca e scuola di pittura, coi suoi Mantegna, Raffaello, Botticelli, Bellini e la GAMeC, la Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea, centro di eccellenza internazionale.

La Basilica di Santa Maria Maggiore
La Basilica di Santa Maria Maggiore dove riposa Gaetano Donizetti

15 commenti su “Bergamo. Un capolavoro italiano

  1. Un paio di anni fa ho avuto una lunga coincidenza a Bergamo. L’idea era di trascorrere qualche ora in città ma causa stanchezza siamo rimasti in aeroporto. Non me lo perdonerò mai! Ho una particolare predilezione per le città con cinte murarie e porte per non parlare delle funicolari. E più tutte quelle bontà!!! Voglio andarci quando tutto questo sarà finito per omaggiare Bergamo ed i suoi abitanti

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    • Pensavo anch’io di dedicarle qualche ora…che errore! Una città che ha molto da offrire e sa stupire. Un intero territorio direi perché più approfondisco più realizzo quanto ci sia da scoprire e apprezzare. Questo è solo un saluto affettuoso e sincero a Bergamo. Ci incontreremo prestissimo, ne sono certa.

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  2. La veranda con vista è fantastica! Questa città è un vero tesoro, mi vergogno tantissimo per non averla visitata e spero che presto mi capiti l’occasione giusta (perché no, come Simona uno scalo) per rifarmi gli occhi! Ho il passaporto della Lombardia (quello turistico) e mi piacerebbe che il primo timbro fosse proprio quello di Bergamo! *__*

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  3. Ci hai messo davvero di tutto 😁 Bergamo è davvero un concentrato di bellezza in ogni angolo. Da questo articolo vine fuori tutta l’ideologia Bergamasca: lavorare per creare il meglio! Appena sarà tutto passato, spero che Bergamo abbia un boom di visite, ne ha proprio bisogno.

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  4. Ho vissuto in Lombardia ma a Bergamo non ci sono mai stata… anche allora ne sentivo parlare un gran bene ma non ne ho avuto l’occasione.
    Dopo è diventata solo il punto aeroportuale di arrivo per proseguire per Milano.
    Mi sono sempre ripromessa di approfondire la visita alla città e dato che anch’io come Orsa nel Carro ho il passaporto… spero di farlo presto 😉 e naturalmente si berrà una birra tutti insieme con Williams e Silvia 🍺

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  5. Ciò che sta accadendo in Italia e nel mondo è triste. Ma ho una fiducia immensa in questa terra di Gaius Julius Caesar che sa bene come sconfiggere le probabilità ed emergere vittorioso. Bergamo è una città bellissima, resa ancora più accattivante dalla tua scrittura esperta. Sono sicuro che questo virus morirà presto e questo bellissimo paese e tutti gli altri paesi torneranno al loro antico fasto e gloria.
    Sii al sicuro e in salute Benedetta. Stai attento.. 😊😊

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