MACSS. Il sale che diventa arte in miniera

Un museo all’interno di una miniera dove si estrae salgemma purissimo. Decine di opere scolpite nel sale lungo un percorso ricreato in un sito estrattivo in piena attività. Un luogo unico nel cuore del Parco delle Madonie in Sicilia a Petralia Soprana, Borgo più Bello d’Italia.

Il Museo e la Miniera che convivono

La miniera Italkali, attiva dagli anni Settanta, si trova in frazione Raffo alla fine di una strada di campagna battuta dai quaranta tir che trasportano le trenta tonnellate estratte quotidianamente e successivamente vendute ed esportate ovunque. Tre concessioni in Sicilia – Realmonte, Regalbuto e Raffo dove centocinquanta operai si distribuiscono su tre turni giornalieri.

Alcuni anni fa alcuni di loro riescono a realizzare un sogno: trasformare una parte della miniera in un museo che possa accogliere le opere in salgemma nate dall’estro di artisti in grado di scolpire l’oro bianco, un materiale duro ma estremamente instabile e che solo un ambiente privo di umidità e asciutto come la miniera può preservare nel tempo.

Un sogno che diventa realtà  e si traduce, in seno all’associazione Sottosale  in progettualità a lungo termine quando artisti internazionali accettano la sfida accorrendo da tutto il mondo e animando la Biennale, l’evento dedicato al salgemma, una manifestazione culturale che si snoda in due siti: Petralia Soprana, dove gli artisti creano e il MACSS, dove le opere, una volta completate, vengono trasferite.

Oggi il Museo di Arte Contemporanea  Sottosale accoglie centinaia di visitatori che ogni sabato accedono in miniera per ammirare le opere della Biennale giunta ormai alla quinta edizione e che quest’anno ha avuto come protagonisti sei artisti.

Arte in miniera
Arte in miniera

La V ^Biennale Scultura di Salgemma –  Libertà Colore dell’Uomo – , ideata dalle associazioni Sottosale di Petralia Soprana e Arte e Memoria del Territorio di Milano in collaborazione con la società Italkali,  con la direzione artistica dello Storico dell’Arte Alba Romano Pace, ha accolto Badriah Hamelink (Olanda), Dalya Luttwak  (Stati Uniti), Tancredi Mangano (Milano), Maziar Mokhtari ( Iran), Setsuko (Giappone) e Rossana Taormina (Palermo), insieme riuniti nello splendido scenario della settecentesca Villa Sgadari messa a disposizione dall’Ente Parco delle Madonie.

Anche le opere nate da questo incontro fatto di scambio e cultura saranno trasferite e andranno ad arricchire il Museo Sottosale in miniera.

Viaggio in miniera

Sono gli stessi operai, grazie alla cui caparbietà il MACSS è nato, ad occuparsene fuori dai turni di lavoro. Il sabato mattina distribuiscono i caschetti protettivi ai visitatori e li accompagnano nel cuore della miniera, la parte dedicata al museo. Sono in tanti e ognuno di loro spiega il percorso da fare, le opere esposte, gli aspetti geologici.

Con il primo superiamo la galleria scavata nello strato di argilla spesso dieci metri che per sei milioni di anni ha preservato e permeabilizzato  il sito estrattivo dagli agenti esterni. La luce accecante dell’entroterra siciliano lascia il posto all’ombra e al refrigerio di un luogo incantato, quasi ovattato, fatto esclusivamente di sale. Si cammina sul sale circondati da pareti di sale. Al soffitto stalattiti perfette da cui, ritmicamente, scende giù una gocciolina che mi bagna le labbra restituendomi la sapidità di un prodotto puro al 99%.

Ad interrompere la monotonia del sale, i macchinari e le gallerie che si intravedono dove normalmente gli operai sono all’opera. Immaginate un uovo coricato: è la forma che la miniera di Raffo ha. Sotto i nostri piedi uno strato di sale di venti metri e poi ancora una nuova galleria sino ad arrivare a 400 metri di profondità.

Il plastico di Enzo Rinaldi, un artista di Petralia Soprana, lascia immaginare i dodici livelli, gli ottanta chilometri di gallerie dove le frese continuano a scavare. Un tempo si estraeva con la dinamite ed era facile trovare i cristalli di sale, halite, belli e puri come un diamante. La tradizione voleva che portassero fortuna, un prezioso amuleto contro il malocchio e in ogni casa ce n’era uno.

La basilica del sale

La parte conclusiva della visita è dedicata alle sculture e alle installazioni che negli anni hanno arricchito il MACSS. Le sale che le ospitano, interamente scavate nel sale, sono enormi, grandiose. La volta a croce ricorda una basilica, un tempio dove arte e natura convivono e la mano dell’uomo ha creato cultura fruibile per tutti.

Osservo Cui Prodest di Momò Calascibetta, Soffio di Sale di Gianfranco Macaluso, il Re del Mondo di Mariano Brusca, Sicilinconia di Damiano Sabatino.

Sono solo alcune delle tante. Ogni opera ha una narrazione e un’interpretazione diverse la cui scoperta è spesso impreziosita da performance e concerti musicali. Basta dare un’occhiata al sito o alla pagina facebook per restare aggiornati e scegliere il momento migliore. Io ho avuto la fortuna di assistere ad una esibizione dell’orchestra Sulle orme di Django in occasione dell’8^ Raduno Jazz Manouche a Petralia Sottana…che ritmo ragazzi!

Alcune info

La visita è effettuabile ogni sabato al costo di 5 euro prenotando al numero 3663878751. Non ci sono cunicoli stretti o bui ma solo ampi e comodi spazi da attraversare. Purtroppo, per motivi di sicurezza, l’ingresso non è consentito ai minori di anni 12 e per loro sono allestiti laboratori didattici all’ingresso. Una volta prenotato vi saranno inviate via WhatsApp le indicazione per raggiungere il sito. Non affidatevi al navigatore, vi porterebbe fuori strada.

 

 

 

 

5 commenti su “MACSS. Il sale che diventa arte in miniera

  1. Pingback: MACSS. Il sale che diventa arte in miniera — viaggimperfetti – Revolver Boots

  2. Scenari da favola. Quando l’invenzione del luogo consente di vivere un’esperienza unica, senza eguali. Fondere la bellezza dell’arte con il fascino emanato dalle viscere della terra. Il tutto arricchito dalla seduzione della musica. Incredibile!

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