Lex & the City. Donne a New York

“Lex and the City. New York, un viaggio nella norma” è il titolo del racconto di viaggio che mi manda Francesca Cannavò, cara amica, poeta dall’animo complesso, innamorata delle parole e del loro suono. Io, invece, lo definirei un viaggio speciale. Perché un viaggio così, lontano dalla routine quotidiana, madre e figlia, che mette un po’ alla prova entrambe, è una di quelle avventure che ti rimangono dentro a vita.

Francesca è il cancelliere delle quattro protagoniste di questa NY corale. Ci sono loro –  2 madri, 2 figlie, 4 amiche – c’è il brusio di fondo che solo qui riesci a percepire, c’è un’umanità compatta eppur così diversa. C’è la Grande Mela da cartolina e quella delle bancarelle per strada, del tizio che ti lustra le scarpe, di quello che si addormenta in metro. Una gita a Coney Island e il piacere di un hot dog da Nathan, storico venditore del panino che tutti aspettiamo di mordere qui. Un prezioso stream di pensieri ed emozioni che considero un dono tutt’altro che <nella norma>.

“Lex and the City. New York , un viaggio nella  norma.

Una Magnifica Notaio, un Cancelliere, un’aspirante Magistrato, un’aspirante Medico Legale fra Down Town, Mid Town, Street, Avenue, Google map e fiuto vecchio stampo, la divertente vacanza Newyorkese alla ricerca del tempo da non perdere di due ragazze più due .

Al cardiopalma in viaggio dalle 4 del mattino si giunge a Roma Fiumicino con coincidenza quasi immediata per New York, tappa della meritatissima vacanza di due figlie, nate per scherzo del destino l’11 settembre di diciannove anni prima, insieme alle rispettive mamme che, sempre  quel destino giocherellone che le ha volute far incontrare diversi anni addietro, ha consentito la loro reciproca conoscenza e profonda amicizia.

Sorvolando, prima dell’atterraggio, una strana terra fatta di isole basse, senza rilievi, lagunare, si estende sotto i nostri occhi l’altro mondo.

New York ci accoglie nel primo pomeriggio di un ottobre assai clemente, durante il tragitto dall’aeroporto alla Grande Mela, ci scorre ai lati l’America delle periferie tante volte vista in tv; case di legno (a volte inusitate), enormi truck non-giocattolo e scuolabus gialli, dietro la spalliera del tassista un cartello che ci fa sorridere alquanto, della serie “non sparare sull’autista” o verrete perseguiti.

Si giunge nel cuore di Manhattan senza scompigli emotivi, desiderose di liberarci dai bagagli per scoprire il centro del mondo il prima possibile.

Time Square: un trapezio immaginifico di luci e colori; quasi un buco nero che attrae potentemente nella sua orbita il tutto del mondo, e infatti ci sentiamo a casa; quanti saremo in questa piazza? Piazza? Un trapezio, nemmeno molto esteso,  di gente, colori, voci, musiche, lampi, screen shot abbaglianti, cartoon in carne e ossa e pelouche; si cammina a bocca aperta e volto in aria come da bambini, per meraviglia e incredulità.

Ben presto il dilemma: dove si va per cena? Si mangia americano ovunque e green ad ogni angolo, la pasta o la pizza le teniamo in caldo per i momenti di nostalgia che sappiamo bene verranno, ( oh , sì che verranno!), inoltre il ristorante italiano va prenotato per tempo altrimenti son batoste.

L’hamburger risolve sempre la fame degli adolescenti, e così … accontentate le ragazze, a noi pane e formaggio, arrosto, fritto , freddo, ma sempre pane e formaggio.

Cosa raccontare di NY che non sia inedito?  Tutto quanto. New York merita senza ombra di dubbio il posto d’eccellenza nella classifica delle mete di viaggio. Di sicuro ogni soggiorno in questa città diviene una occasione univoca di scoperta, di meraviglia, e di gratificazione; semplicemente passeggiare lungo le Avenue o le Street o in Central Park o in uno dei quartieri iconici e anche sentirsi un numero, un piccolo numero fra i tanti che affollano quei luoghi,  appare esperienza corale e allo stesso tempo intima e familiare tanto New York è spazio vitale per ognuno.

Grand Central Station – Ground Zero-  The MET- MoMa-Central Park- Ellis Island-NY Public Library-Greenwich Village -Rockfeller Center-Wall Street-Washington Post-Brooklyn- The Bridge- Saint Patrick –Gospel- Mercatini delle pulci – negozi natalizi- Coney Island-Empire State Building- Chelsea- China Town-National Museum of The America Indian , Guggenheim museum…..o un sottopasso della metro, una bancarella di stampe del New Yorker, una bancarella di hot dog, o una panchina di Central Park, o le scalinate dei palazzi, o Washington Square, o la vetrata di un caffè”.

 

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