Guatemala/Belize con Nicoletta. Parte prima

 

Lei è Nicoletta Poggi, un’amica di “casa” viaggimperfetti.com. Con lei abbiamo scoperto il grande Nord e vissuto l’emozione di un’aurora boreale.

Stavolta Nicoletta ci porta in luoghi dai ritmi e dai colori assai diversi, Guatemala e Belize: Antigua e la sua “silenziosa e statica decadenza”, il mercato di Chichicastenango, il lago Atitlan…

Non vi aspettate un semplice itinerario di viaggio. I racconti di Nicoletta hanno emozione e profumo con tanti piccoli aneddoti a volte più emozionanti di una foto. Fanno così capolino, tra le righe, rovine coperte di vegetazione, antichi riti maya, una processione religiosa nel cuore della notte.

Di seguito la prima parte del viaggio di Nicoletta, da Guatemala City a Sololà. Pronti a partire?

“Un viaggio scelto last minute, un cambio di destinazione estemporaneo. Ero pronta a partire per l’Indonesia, un viaggio ormai pianificato da tempo, tutto era organizzato. E tutto è stato sconvolto, pochi giorni prima della partenza. Le calamità naturali, che hanno interessato le isole indonesiane, mi hanno spinto a ragionare su un cambio di rotta…che appena tre giorni prima della nuova partenza è stato confermato: Guatemala e Belize is the new way! Tutto organizzato all’ultimo, inserita in un gruppo di viaggiatori già formato, la diciassettesima componente. Le premesse potevano sembrare non delle migliori, ma spesso è meglio pensare positivo, e questa volta ha pagato!

Incontro la prima parte del gruppo in aeroporto a Malpensa, ancora tutti assonnati dall’alzataccia (ma da quando bisogna presentarsi in aeroporto tre ore prima della partenza?? Sono rimasta indietro!!).

Il viaggio di andata è tranquillo, dopo otto ore di volo, stemperate con un po’ di film, arriviamo all’aeroporto di Newark, dove facciamo scalo e incontriamo un’altra parte del gruppo, ma ancora non ci siamo tutti.

Guatemala Belize con Nicoletta
Guatemala Belize con Nicoletta

Il secondo volo verso Guatemala City è già un’anticipazione della realtà che ci aspetta più a sud: l’aeromobile è più piccolo e sembra anche abbia qualche anno in più del precedente; ci sono diversi guatemaltechi che, per tutto il viaggio, chiacchierano tra di loro, sembra quasi di stare in una piazza dove il sabato mattina è allestito il mercato! Ma perché hanno tutte queste cose da raccontarsi?! Io avrei voluto solo dormire…! Tale è la stanchezza che riesco comunque a schiacciare un pisolino. Il mio vicino di posto, che fatica a stare nel seggiolino formato volo low cost, mi chiede incuriosito da dove io venga e se io stia viaggiando per conto mio. Nonostante la caciara, mi sembrano tutte persone educate. E direi che la prima impressione è stata confermata nel prosieguo del viaggio: ho trovato i guatemaltechi persone ospitali, oneste e non invadenti, benché fondamentalmente povere. La moneta locale è un settimo di dollaro americano: la vita, per noi, non è costata nulla.

La prima tappa del nostro itinerario è Antigua, una città meravigliosa nella sua silenziosa e statica decadenza: molti edifici storici, come la Catedral de Santiago, portano ancora i segni evidenti del terremoto che nella seconda metà del 1700 devastò l’allora capitale del Guatemala. Ci affidiamo alla nostra Lonely Planet per un piacevole itinerario a piedi fra le strade acciottolate di Antigua, che ci permette di visitare tutte le principali attrazioni della città. Lo percorriamo a ritroso, partendo da un’ottima colazione al Cafè Condesa a base di pancake, che poi scoprirò piatto forte delle colazioni centramericane nei giorni seguenti. Quanto è piacevole questo chiostro, con le sue piante tropicali e le sue piccole fontane. Ma la curiosità di scoprire questo nuovo Paese vince sulla pigrizia del secondo giorno di vacanza!

La prima tappa è la cattedrale, con la sua parte antica non restaurata, le sue rovine coperte di vegetazione danno un senso di strana tranquillità. Nella piazza principale si sta anche tenendo una manifestazione religiosa, con tanto di banda itinerante e ragazzine agghindate a festa, oltre a botti stile capodanno che sembrano cannonate. Chissà cosa stanno festeggiando. In Guatemala la religione è cattolica, con influenze di antichi riti Maya.

Guatemala Belize con Nicoletta
Guatemala Belize con Nicoletta

Proseguendo nel nostro itinerario, passiamo sotto il famoso arco di Santa Catalina, spesso ritratto nelle immagini della città con un Ape Cross che sfreccia di fianco, per poi buttare l’occhio nel Nim Po’t, un mercato di souvenir e vestiti tipici locali. Che buffi gli abiti tradizionali guatemaltechi, ma per gli acquisti ci aspetta domani il mitico mercato di Chichicastenango, vietato distrarsi!

Senza sapere bene cosa ci stesse aspettando, giriamo l’angolo in una piccola piazzetta con giardinetti, dove le immancabili bancarelle di cibo cucinato sul momento diffondono il loro odore, e ci troviamo davanti la splendida facciata della Iglesia de Nuestra Senora de la Merced. Un trionfo di stucchi su fondo giallo, quasi dei pizzi a decorare colonne, arcate e capitelli. Stupenda anche la geometrica fontana all’interno del chiostro, che pare essere la più grande dell’America Latina.

Guatemala Belize con Nicoletta
Guatemala Belize con Nicoletta

Prima di arrivare alla tappa finale della nostra passeggiata, ovvero lo spettacolare “mirador” sul Cerro de La Cruz, con vista sulla città e sui vulcani che la circondano, incontriamo ancora imponenti facciate di chiese, pesantemente danneggiate dal terremoto e bloccate nel loro stato pericolante, così affascinante e allo steso tempo malinconico, immemore del loro precedente splendore.

Chichicastenango è la tappa successiva del nostro viaggio e la raggiungiamo la sera del secondo giorno. La prima impressione è che le strade ordinate e tranquille di Antigua siano state sostituite da vicoli bui, animati soltanto da cani randagi e da persone dall’aspetto poco raccomandabile. Sarà anche che la stagione invernale ci sta regalando un pesante scroscio di pioggia e alle 6 del pomeriggio già tramonta il sole.

Guatemala Belize con Nicoletta
Guatemala Belize con Nicoletta

Alle 4 del mattino il suono fastidioso di un improbabile piffero guatemalteco e ancora botti stile capodanno ci fanno sobbalzare nel letto, dove stavamo cercando di smaltire la stanchezza dei primi giorni di viaggio. Sembra quasi che qualcuno stia cercando di abbattere il portone del nostro albergo! Sprofondo la testa nel cuscino, sperando che tutto questo baccano abbia presto fine. Il mattino dopo vengo a sapere da alcuni del gruppo, che sono stati incuriositi dal rumore e sono scesi in strada a vedere cosa stesse accadendo, che quel baccano che ci aveva svegliato di soprassalto era una sorta di processione religiosa (decisamente festaiola…!). Strane usanze!!

 

Il mercato di “Chichi” è davvero entusiasmante: passaggi stretti fra bancarelle che si susseguono una dopo l’altra, dove è possibile acquistare tessuti meravigliosamente colorati, borse, vestiti ed ogni sorta di cimeli locali, oltre a frutta, verdura, pollo (ovviamente conservato a temperatura ambiente!), pesciolini di lago che sembrano quasi finti. Bisogna stare attenti a non finire dentro un cumulo di liches appena raccolti, o travolti da agili donne locali che trasportano enormi casse di non si sa bene cosa sulle proprie spalle o in testa, muovendosi veloci in mezzo agli avventori del mercato. Ci sono signore che vogliono venderti le proprie sciarpe e oggettini, ma non sono insistenti se dici loro che non sei interessato. La contrattazione, in sede di acquisto, è, però, d’obbligo.  Altre donne preparano le tortillas, cotte su delle braci improvvisate su grossi bidoni metallici, dopo essere state appiattite tra le mani delle cuoche, con un gesto che somiglia molto ad un applauso.

Il mercato si sviluppa attorno alla Iglesia de Santo Tomàs, sulla cui scalinata vengono venduti fiori freschi, per lo più crisantemi, e si brucia incenso. L’interno della chiesa è molto buio e, al centro del corridoio di passaggio, piccoli altarini votivi sono coperti di offerte, come petali di rosa e altri fiori freschi.

Guatemala Belize con Nicoletta

Gironzolando per le vie del mercato, un vero labirinto che rende la vita ancora più difficile a chi come me non ha senso dell’orientamento, riusciamo a scovare persino un mercato di frutta e verdura allestito all’interno di una vecchia palestra, con tanto di canestri ancora montati. Il brulicare di tutte queste persone trasmette davvero una energia incredibile!

Molti bambini girano per il mercato soli, senza adulti che li accompagnino. E molti cercano di vendere le proprie mercanzie. In Italia questo sarebbe impensabile…

Dopo il mercato, il nostro itinerario prosegue al cimitero, luogo insolito per una visita turistica, ma che vale la possibilità di vedere tombe coloratissime, molte di piccole dimensioni purtroppo, e di assistere ad un rito funebre Maya. Purtroppo non è sempre semplice comprendere appieno rituali a cui non siamo abituati e il fatto che uno dei componenti il gruppo, che stava svolgendo il rito, si sia messo a sputare un liquido sulle teste dei partecipanti ha inevitabilmente scatenato una certa ilarità fra noi spettatori forestieri.

È tempo di partire e raggiungere il tranquillo lago di Atitlàn, incorniciato da imponenti vulcani, dopo un breve tratto in barca da Panajachel alla località dove dormiremo, San Pedro Laguna; quest’ultima è una piccola cittadina dove non faremo altro che ristorarci dopo le ore di pullman e barca, con una birra in una mano e l’ombrello nell’altra. L’acquazzone delle 6 di sera non ce lo toglie nessuno! L’atmosfera sul lago è simile a quella di una località di mare: lenta, rilassante, silenziosa. Vistosi cavi che si aggrovigliano sui pali della luce per strada ci fanno sorgere il dubbio che tutta questa pioggia possa non giovare alla rete elettrica locale…

Il giorno dopo siamo pronti ad esplorare le rive del lago Atitlan, a bordo del nostro barchino, correndo leggeri sulle sue acque azzurre, come il cielo: oggi splende il sole e la brezza di navigazione è molto gradevole. Visitiamo Santiago Atitlan, piccola cittadina con strade acciottolate, dove un ragazzetto si offre di guidarci per i sui vicoli, proponendo anche la visita ad un simulacro di un dio Maya locale, che pare avere poteri miracolosi, oltre a una sigaretta sempre accesa tra le labbra, prontamente sostituita non appena si consuma.

La tappa successiva è San Marcos La Lauguna, con la sua atmosfera tranquilla, i suoi piccoli approdi di legno per barche, dove godersi la vista degli imponenti vulcani affacciati sul lago, con la cima spesso coperta da  nuvolette dispettose. Abbondano i centri massaggi olistici tra le strette viuzze di San Marcos, dove piante rampicanti fiorite, sparse lungo gli alti muri che le costeggiano, rendono ancora più tropicale l’atmosfera.

Da ultimo, approdiamo a Jabalito, raggiungibile solo in barca; ragazzini con costumi da bagno improvvisati fanno il bagno nelle acque poco trasparenti del lago…sembrano divertirsi molto! Un facile trekking ci permette di raggiungere Santa Cruz La Laguna, con il suo centro arroccato su un monte. Anche qui molti ragazzini si divertono, rincorrendo dei cerchi di metallo che fanno rotolare con una piccola asticciola. Mi tornano in mente le raccolte di fumetti Disney che leggevo quando ero bambina… non avevo mai visto fare dal vero quel gioco!

La giornata si conclude a Panajacel, vivace cittadina sulle rive del lago, con deliziosi mercatini, dove trovo dei bellissimi orecchini di perline a forma di fiore. Proprio il ricordo che cercavo! Ci ristoriamo in uno dei tanti baretti con terrazza sul lago, adorni di piante tropicali, dove riesco a scorgere anche un guizzante colibrì che si sazia fra le variopinte corolle.

Guatemala Belize con Nicoletta
Guatemala Belize con Nicoletta

Il giorno successivo ci attende un altro mercato, a Sololà; nulla a che vedere con quello di Chichi, quest’ultimo un po’ più per turisti, anche se molto frequentato anche da locali. A Sololà, per turisti, non c’è proprio nulla. Personalmente mi sento un po’ spaesata. Qui si vendono prevalentemente generi alimentari: frutta (banane, litches e ananas soprattutto), verdura (strani cavoli o broccoli), carne (ovviamente senza rispetto della catena del freddo), pane e dolci (purtroppo poco saporiti…sarò abituata a dosi più massicce di zucchero?).  Sul retro della parte coperta del mercato, c’è anche un simpatico personaggio dotato di microfono che vende vestiti (e simili) sulla sua bancarella, comunicando qualcosa in lingua guatemalteca agli avventori locali. Sembra che oggi sia giornata di sconti…!”.

Un commento su “Guatemala/Belize con Nicoletta. Parte prima

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