Lofoten. A caccia di aurore boreali con Nicoletta

Ho fatto un viaggio nel grande Nord, Norvegia selvaggia. Ho fatto un viaggio alle Lofoten e l’ho fatto grazie a Nicoletta Poggi e al suo racconto. Appena tornata dalla sua avventura al polo, Nicoletta ha portato con sé le casette rosse dei pescatori che si affacciano sui fiordi, la sabbia bianca delle spiagge, le renne maestose, aurore boreali nel buio artico come “tastiere di un pianoforte spostato dal vento“…

“È il 26 dicembre e, con ancora il gusto del panettone sul palato e il calore del Natale passato in famiglia nei pensieri, armata di valigia e zaino, prendo il trenino che mi porterà all’aeroporto di Malpensa…si parte per una nuova avventura! Quale modo migliore per concludere un anno che non sempre è andato secondo le aspettative? Anche se forse sarebbe meglio non aspettarsi mai nulla…chissà se alle Lofoten riuscirò a vedere le aurore boreali?? A proposito di aspettative…!

Il volo da Malpensa parte in orario verso TromsØ (i noervegesi leggono “Trumso”), ho incontrato alcuni compagni di viaggio in aeroporto e l’atmosfera è positiva. Facciamo scalo ad Oslo e nonostante un po’ di ritardo (sembra che fuori il tempo non sia dei migliori, con neve e ghiaccio dappertutto…!) giungiamo all’aeroporto di TromsØ, ormai a fine giornata. Quello che mi stupisce è che le strade sono completamente ghiacciate e la neve copre tutto…ma come fanno le auto a circolare? Avranno tutti le quattro ruote motrici…e comunque non ci sono molte auto in giro, e sono le 9 di sera…il freddo è asciutto, ma pungente e inizia a farsi sentire la temperatura non proprio confortevole che mi accompagnerà per i prossimi giorni.

TromsØ è una piccola cittadina affacciata sul porto, che si estende anche al di là di un ponte che collega il centro (ovvero un’unica via di negozi) ad una zona residenziale, che si arrampica fino alle pendici del monte Storsteinen, alto poco meno di 500 metri. È questo il luogo che mi ha colpito di più in questa piccola località, il punto di partenza del mio viaggio e anche quello più a Nord del mio itinerario.

Il 27 dicembre inizia pigramente, il sole alle 9.30 ancora non si vede e in verità ancora non avevo realizzato che non lo avrei visto per tutta la durata del viaggio. Le ore di luce nel Nord della Norvegia sono molto poche e a TromsØ il crepuscolo dura soltanto due o tre giri di orologio a cavallo del mezzogiorno.

Volendo salire sul monte Storsteinen, leggo sulla guida che esiste un comodo bus e poi una funivia che in pochi minuti mi avrebbe portato sulla cima. In attesa che sorgesse il sole, faccio due passi in più dal mio albergo e raggiungo Polaria, l’acquario della città. A fianco della moderna struttura, c’è una nave, Polstjerna, che pare fosse usata per la caccia alla foca dagli anni 40 agli 80…ma non mi soffermo a guardarla. L’attrazione principale dell’acquario è una vasca non molto grande dove nuotano alcune foche, davvero degli animali stupendi…ma che tristezza vederle nuotare un questa vasca…forse starebbero meglio nel loro habitat naturale…sono domande che spesso vengono spontanee. Dopo la visita alla vasca, vedo anche un filmato sull’origine delle aurore boreali. Interessante, non sapevo si dicessero “northern lights” in inglese e che si trattasse di un “vento solare”, ovvero particelle del sole che a contatto con l’atmosfera assumono la nota colorazione, dal verde al viola, fino al rosso/rosa…che meraviglia la natura! E ancora una volta mi chiedo se riuscirò a vederle dal vivo…

Finalmente un po’ di luce è arrivata e le nuvole si sono abbassate, è giunto il momento di andare sul monte panoramico! Ci sono un sacco di turisti giapponesi con me sulla funivia…beati loro che sono sempre ovunque e possono permettersi di viaggiare tanto! Una volta sulla cima quasi mi manca il fiato: la vista è meravigliosa: il paese con le sue luci sotto, le nuvole che ne coprono una parte, le altre montagne intorno e la neve…quanta neve! Il mio spirito di avventura e la recente passione per la montagna mi spingono ad arrampicarmi più in alto, a piedi…ma perché non mi sono messa i pantaloni impermeabili??? E chi si aspettava di poter camminare con la neve fino alle caviglie in un paesaggio così spettacolare e incontaminato? Ci sono anche altre persone che si avventurano come me su questi sentieri meno battuti, ma siamo in pochi…davvero l’emblema della pace dei sensi. Nel frattempo la luce sta di nuovo diminuendo e la luna fa capolino da dietro le mie spalle…faccio in tempo a farmi fotografare da due ragazzi che trovo arrivata su una cima, quando la batteria del mio telefono cede per le basse temperature…in effetti la fatica mi aveva fatto dimenticare quanto fosse freddo il clima! Ma sono riuscita a fissare un ricordo di quell’istante. Avrei voluto arrampicarmi ancora, ma ormai sembra che il buio stia per arrivare (e sono soltanto passati pochi minuti dopo le 13!), quindi torno al rifugio. A volte in montagna è meglio ascoltare la ragione e tornare indietro…

La mia visita prosegue poi con la cattedrale artica, la Ishavskatedralen, prima di ripassare il ponte che mi avrebbe riportato in centro. Una struttura moderna, che forse sarebbe stata più suggestiva con la luce, almeno questo dice la guida…in verità non mi ha entusiasmato molto…! Tra l’altro non sono riuscita a capire a quale culto cattolico fosse dedicata…in ogni modo non mi sembrava cristiana…

La mia giornata si conclude tornando verso il centro e visitando lo storico birrificio Mack di TromsØ. In verità è soltanto pomeriggio, ma il buio fa credere al mio cervello che sia già ora di andare a dormire…! È difficile abituarsi. Mi rendo conto, come mi avevano già anticipato, di quanto siano costose le bevande alcoliche…sembra che sia il modo in cui lo Stato norvegese voglia controllarne il consumo…

La sera stessa, a mezzanotte, ci imbarchiamo sull’Hurtigruten , la linea di traghetti, che rappresenta il principale collegamento fra le isole del Nord della Norvegia. Sarà la mia prima notte in traghetto! Che emozione! Le cabine non sono molto grandi, ma pulite e non manca nulla…mi addormento quasi subito. La mattina dopo mi aspetta una colazione spaziale, con vista sui fiordi…ma che spettacolo!

Arrivo all’isola di AndØya, che è stata la mia preferita di tutto il viaggio: ghiacciata, selvaggia, incontaminata. Ho visto dei paesaggi qui che nemmeno nei miei sogni avrei mai potuto immaginare. Strade innevate in mezzo alle montagne, il mare tutt’intorno, una casetta ogni tanto, quasi nessun segno di civiltà…chissà che meraviglia questi luoghi anche in estate! Devo assolutamente tornare!

received_10155014887656175La prima sosta è la fattoria Sami, ovvero i lapponi, gli abitanti originari del posto. Sono gli unici a poter allevare le renne, che rappresentano anche la loro principale fonte di sostentamento (se le mangiano!). Mi colpisce il fatto che, in ogni modo, per una parte del tempo le renne vengano lasciate in libertà, a cicli stabiliti, non sono sempre tenute nel recinto. Non sapevo nemmeno che, per sopportare le basse temperature, questi animali si disidratassero completamente all’inizio della stagione fredda, riducendo le energie necessarie a mantenere la temperatura del loro corpo…che meraviglia la natura!

Dopo la fattoria Sami, quando già il buio ha nuovamente avvolto ogni cosa, arrivo ad Andenes, una splendida cittadina affacciata sul porto, con il faro ancora in funzione, anche se ormai automatizzato. Lì  alloggio con gli altri del gruppo nelle vecchie casette rosse dei pescatori, ora completamente rimodernate al loro interno, dotate di ogni comfort e, soprattutto, di un efficiente riscaldamento!

Ed è quella sera che per la prima volta vedo lei: una timida aurora boreale è passata sopra le nostre teste! Credo che averla vista dal terrazzo delle nostre casette, seppure in mezzo al nulla, non sia stato il massimo come mancanza di luce…i lampioni del porto e della cittadina alle nostre spalle hanno creato un lieve inquinamento luminoso e, oltretutto, pare che l’intensità della tempesta solare non fosse elevata…in ogni modo l’ho vista, era lei: una nuvola di fumo verdino, simile a un fuoco fatuo all’inizio, che si spostava veloce sulla volta celeste, disponendosi come su delle piccole sbarrette verticali, come la tastiera di un pianoforte spostata dal vento…uno spettacolo unico! L’impressione sulla macchina fotografica risultava molto più suggestiva della visione ad occhio nudo, forse appunto per la scarsa intensità, ma è stata la mia prima aurora boreale: un sogno! Una nuova scoperta, nonostante io abbia già superato i 30 anni: mi sono sentita come una bambina!

Il giorno successivo ad Andenes prevedeva l’escursione in barca alla ricerca della balene. Dopo una breve introduzione da parte di due biologi italiani, che gestiscono il centro Whale Safari (la passione è quasi palpabile nelle loro parole quando descrivono questi incredibili abitanti del mare), si parte! Devo dire che è stata un’esperienza forte: faceva davvero molto freddo, sul mare artico soffiava un vento incredibile, le onde erano alte e la barca si muoveva molto…fortuna che mi ero presa l’antistaminico! In ogni modo, la nostra fatica è stata ripagata: abbiamo avvistato ben 3 capodogli, uno dopo l’altro, senza dover andare eccessivamente al largo. Uno spettacolo meraviglioso: i loro sbuffi di acqua, mentre si ossigenano quei pochi minuti prima di rimmergersi, mostrando la loro coda, unica per ogni esemplare, che avrebbe permesso di riconoscerli e distinguerli, se solo avessimo potuto avvicinarli di più. Ma la visione dalla barca, dietro di loro, a pochi metri di distanza, è stata in ogni caso unica e impagabile. Il crepuscolo delle poche ore di luce ha contribuito a rendere indimenticabile questa esperienza.

received_10155014886011175Il resto della giornata è trascorso a cercare di riscaldare i miei piedi che erano diventati dei blocchi di ghiaccio e a riposare dopo l’impegnativa escursione.

La sera ho provato un ristorante locale, segnalato dalla guida: ho assaggiato il merluzzo, il salmone, la bistecca di balena, le more artiche…alcuni sapori noti, altri meno. Nel complesso la cucina del Nord della Norvegia non è molto varia, e pare infatti che in passato i pochi abitanti avessero problemi di scorbuto, a furia di mangiare merluzzo e patate, e di rachitismo, vista la poca luce dei mesi invernali…ora con le importazioni e la medicina moderna non ci sono più problemi di questo tipo, ma gli abitanti di queste zone sembrano ancora un po’ addormentati, lenti…sarà che appunto prendono poca luce…!

La mattina dopo l’Hurtigruten ci aspetta, per portarci all’ultima tappa di questo viaggio: Svolvær, isola di AustvågØy. L’itinerario avrebbe potuto essere panoramico, ma il tempo è brutto, bufera di neve in corso, quindi la giornata è stata come un prolungamento della notte precedente…! Sull’Hurtigruten ci sono molti passeggeri che stanno facendo la crociera delle Lofoten, pernottando sempre a bordo. È da loro che ho appreso che il percorso che stavamo facendo era panoramico…

Svolvær è un’altra piccola cittadina affacciata sul mare, con il suo porto e le casette dei pescatori, ora comodi alloggi per turisti. Mi ha colpito molto uno degli edifici moderni affacciati sul porto, un palazzo tutto vetro trasparente: dall’esterno potevi vedere dentro le case, ogni finestra aveva sul proprio davanzale una lucina o una candela, così come in tutte le cittadine che abbiamo visitato. Non esistono serrande, le tende non sono molto coprenti…quanta voglia di luce hanno qui. La cittadina è anche ricca di gallerie d’arte, per lo più fotografiche…l’arte in sé non è molto diffusa in queste zone. In ogni modo alcune foto, visibili dalle vetrine esterne delle gallerie, mostrano una natura potente e inquadrature uniche. L’aurora boreale è uno dei soggetti preferiti dei fotografi del posto.

Purtroppo il brutto tempo ci ha impedito di fare l’escursione a caccia di aurore boreali, che ci avrebbe dovuto portare in mezzo ai boschi per avere una migliore visibilità…peccato.

received_10155014885981175.jpegLa vacanza è ormai quasi terminata, il primo giorno dell’anno, a bordo di un pullmino, visitiamo l’isola di AustvågØy, scoprendo ancora una volta paesaggi incredibili fra i fiordi e una spiaggia incontaminata in particolare, Haukland: qui la neve si interrompe poco vicino alla battigia e lì è possibile scorgere la sabbia bianca che la caratterizza. Ho fatto una camminata sulle rive di questa spiaggia, alla ricerca di qualche conchiglia artica…ma ho trovato solo piccoli frammenti. Incredibili silenzio e la pace che regnano in questo luogo incantato, in mezzo al nulla, solo una piccola casa sullo sfondo, per il resto solo neve, montagne e crepuscolo. La giornata si è poi conclusa visitando un altro piccolo villaggio sull’acqua, una Venezia in miniatura, sulle cui strade però regnano solo il silenzio e il ghiaccio.

Una settimana è volata, è ormai tempo di rientrare, sull’Hurtigruten fino a Bodo e poi in volo di nuovo verso l’Italia. La vista del sole al primo scalo ad Oslo è straniante: e chi è più abituato? Era tanto che non ci si guardava in faccia!

Un’esperienza unica quella alle Lofoten, un viaggio che mi ha lasciato una gran voglia di tornare e ricordi meravigliosi da assaporare fino alla prossima avventura!”

3 commenti su “Lofoten. A caccia di aurore boreali con Nicoletta

  1. Pingback: Guatemala/Belize con Nicoletta. Parte prima – viaggimperfetti.com

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