Filippine. Cebu island. Lento-lento. Le Filippine con Pietro

Un viaggio lunghissimo per arrivarci. Un volo di 11 ore da Milano Malpensa. Uno scalo ad Hong kong e poi ancora un altro volo di circa tre ore per raggiungere Cebu, isole delle Filippine.

Ci è andato poche settimane fa Pietro, amico messinese, innamorato della natura a 360 ° ed appassionato di diving e vita sotto il pelo dell’acqua. Di questo amore grande ne ha fatto un’attività propria, un negozio di acquari delizioso che segue personalmente e dove puoi stare ore ad ascoltarlo mentre ti racconta di madrepore e coralli.

Perché Cebu dall’altro lato del mondo? Perché la natura è stata particolarmente generosa con il suo mare e la sua barriera corallina e puoi fare immersioni infinite (con il brevetto da sub che puoi prendere anche lì), scoprendo ogni volta qualcosa di diverso.

Dimenticavo…Pietro ha un modo speciale per raccontarti i suoi viaggi, che siano dietro l’angolo o a migliaia di kilometri. Lo fa con le sue foto: immagini che ti raccontano la bellezza che lui riesce a cogliere e ad imprimere in ogni scatto.

A Cebu Pietro ha scelto la località Moalboal e il Sampaguita Beach Resort attrezzato per le immersioni. Spiagge di sabbia finissima e una fauna e flora acquatiche strepitose. Quando guardi le foto delle immersioni di Pietro sembra di tuffarsi in uno dei suoi acquari: pesci pagliaccio, tartarughe, strani vermi coloratissimi… “Si chiamano nudibranchi e sono molluschi!”, mi rimprovera Pietro…capirai, io avrei detto lumache senza guscio ma sono davvero sensazionali per forma, tonalità cangiante e leggiadria quando si muovono nell’acqua. Grazie a Pietro ho scoperto poi cos’è il frogfish, il pesce rana, direi piuttosto bruttarello, tarchiato, grassoccio e spesso informe, ma furbissimo. Approfitta della sua forma per mimetizzarsi e camuffarsi. Insomma sono le prede che vanno da lui senza troppo sforzo…un genio! E poi ci sono i crinoidi, i gigli di mare o stelle marine piumate coi loro ciuffi leggeri che fluttuano nell’acqua.

Scorro le altre foto del viaggio nelle Filippine, quelle fatte fuori dall’acqua e sono ancora più belle. Non ci sono grandi monumenti o musei ma un’umanità speciale, quella che Pietro ha incontrato nel mercato di Moalboal, nei campi, lungo la strada.

“La gente vive davvero con poco ma è sempre socievole e pronta ad aiutarti. A Moalboal si vive “lento”, senza fretta. Impari a rallentare. Sono cattolici e molto religiosi. Ho visto più volte gente mollare lavoro e attività per mettersi a pregare…”

Mi soffermo su uno scatto. C’è un bimbo in primo piano a destra. Quanto avrà? Cinque, sei anni. Me ne piace lo sguardo. Sembra voler dire qualcosa a Pietro con le sue ciabatte spaiate. Dietro appare un altro ragazzino un po’ più grande, forse il fratello, una casa, il bucato steso, vita vera. E’ sua la ciabatta che il più piccolo gli ha preso.

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Le foto di Pietro sono così: micro-viaggi in macro-avventure, di quelli che non finiscono mai, in un continuo aggiungersi di sfumature e percorsi nuovi…l’uomo sul motorino con una quantità esagerata di uova, un altro bimbo in un campo di mais cogli occhi a terra, e poi…riesci ad intravedere il pescatore oltre la piroga?

Ah…lui è Pietro con dei porcini profumati appena colti nella nostra Sicilia…ma quante passioni hai Pietro? A proposito…ti è rimasto un vasetto di marmellata alle more che hai raccolto ad agosto?

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2 commenti su “Filippine. Cebu island. Lento-lento. Le Filippine con Pietro

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