Calabria. Costa viola. Requiem per un trim

Sapete cos’è un trim e cosa si intende per trimmare? Io l’ho scoperto durante un giro in barca con Francesca e Gabriele che mi hanno portato in Costa Viola, Calabria. Vi confesso una cosa: amo il mare ma non ho un buon rapporto con barche e velocità. Di trim, assetto e motori ne so praticamente nulla e su un motoscafo in velocità mi sento come un gatto nell’acqua. Così, al rimessaggio, mentre un tizio comunicava al mio amico la funesta notizia di un “trim morto” non ho potuto far altro che darmi un tono e annuire vigorosamente. Quando però la barca è stata messa in acqua mi sa che il tizio guardandomi avvinghiata al parabrezza (si chiama così?) del motoscafo ha capito che non sono propriamente un’appassionata.

Mi sono divertita? Da matti. Abbiamo doppiato Capo Peloro e risalito la costa calabra, su fino a Bagnara e oltre, baia dopo baia e non ce n’è una che sia uguale all’altra. Il colore del mare cambia a seconda del fondale e del tipo di tratto di costa. In pochi metri il turchese si trasforma in blu elettrico. Sabbia finissima lascia il posto a grosse pietre bianche levigate dall’acqua e dalle correnti.

Spaperare al solo suono delle cicale, colonna sonora della mia estate, a largo di minuscole spiagge per lo più deserte, in un’acqua pulita e trasparente, mi ha rigenerata. Pelle salata e solo un po’ di frutta fresca e zuccherina cullati dall’onda creata da una nave lontana.

Al ritorno ci siamo fermati davanti Chianalea, il borgo di pescatori a ridosso di Scilla, sotto la rocca del castello Ruffo. Niente strade e nessuna automobile. Solo viottoli che costeggiano le case e portano dritti in acqua. I balconi si affacciano sullo Stretto con le barche ancorate accanto la porta di casa. Tra una casa e l’altra le terrazze sull’acqua dei ristoranti di cucina marinara.

Un grazie a Gabriele, vero lupo di mare, e a Francesca, autoproclamatasi “vongola di montagna”, che mi ha suggerito il titolo per questo post. Attraversare lo Stretto di Messina, anche se “saldamente ancorati” al sedile non ha eguali. Babordo e tribordo compresi.

L’estate non finisce mai.

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