Provenza. 60 volte Aix

Lungo la strada che porta a Aix en Provence vedi a perdita d’occhio campi di girasole. Arrivano fin sotto la montagna di Sainte Victoire che Cezanne ha ripreso in sessanta dipinti diversi.

Mi piace pensare che lo fece nel suo piccolo atelier ad Aix, oggi visitabile e dove, pare, sia morto. Ci vedi la tavolozza, bottiglie e ampolle in vetro, vecchie lampade, il cavalletto del maestro. Si dice che cadde a terra col pennello ancora in mano e che fu deposto su un carro pieno di tele dipinte, circondato dall’arte.

Chissà se amava passeggiare lungo Corso Mirabeau di Aix. Forse si, considerato che il padre aveva aperto proprio qui un negozio di cappelli.Guardo i due atlanti sul portone di palazzo Maurel de Pontèves al 38 di corso Mirabeau…pare che il proprietario, proprio il conte Mirabeau, fosse famoso in città per essere un gran donnaiolo. “Uragano” lo chiamavano. Ridacchio mangiando un gelato buonissimo. Arrivo sino Place des Herbes. C’è un mercato di fiori, frutta e verdura.

Fa caldo oggi a Aix. Il gelato cola mentre provo a scattare qualche foto tra le bancarelle. Aix en Provence, un orologio astronomico e quaranta fontane. Ce n’è una, la Fontana dell’Acqua Calda, da cui sgorga acqua a 18 gradi. E’ coperta di muschio fino a terra. L’acqua a Aix la senti ovunque. Ne senti il gorgoglio allegro che si alterna al chiaccherio della gente che passeggia attraverso un verde tunnel di alberi giù, fino alla fine del corso.

 

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